Russia. Lavrov attacca gli Usa: "Favoriscono il terrorismo in Siria" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Russia. Lavrov attacca gli Usa: “Favoriscono il terrorismo in Siria”

Il ministro degli Esteri di Mosca, Lavrov, ha oggi accusato duramente gli Stati Uniti di favorire il terrorismo in Siria con la loro posizione nei confronti di Damasco. Intanto si combatte ad Aleppo, e la situazione in tutto il Paese rimane critica. 

La reazione di Washington alla “battaglia di Damasco” dei giorni scorsi, vinta dalle truppe governative, ha indotto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, a prendere duramente posizione nei confronti della Casa Bianca. Secondo Lavrov la reazione americana agli attentati contro il governo in Siria giustificherebbero “de facto” le violenze e il terrorismo nel Paese. Il Dipartimento di Stato americano aveva infatti subito annunciato che gli attentati in Siria non erano sorprendenti alla luce delle azioni del regime. In sostanza quindi Washington vedrebbe di buon occhio gli attentati terroristici contro Assad, fatto questo che ha mandato su tutte le furie Mosca. “Questo è un diretto apprezzamento del terrorismo. Come possiamo capire tutto ciò?”, si è chiesto provocatoriamente Lavrov nel corso di una conferenza stampa a Mosca, “Questa è una posizione sinistra. Non posso trovare le parole per spiegare il nostro pensiero riguardo a ciò“, ha aggiunto. Lavrov ha anche espresso la sua sorpresa per il fatto che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite abbia rifiutato di condannare gli atti di terrorismo in Siria. Susan Rice, membro permanente degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, ha dichiarato che gli atti di terrorismo a Damasco contribuiscono a spingere per l’adozione di risoluzioni delle Nazioni Unite che prevedano, tra le altre cose, anche l’uso della forza. Dal conto suo il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha detto recentemente che si dovrebbe favorire un lavoro più stretto con l’opposizione siriana per aiutarla a conquistare nuovi territori per opporsi ad Assad. Come se non bastasse Lavrov ha anche riferito che i valichi al confine con la Turchia e l’Iraq erano stati occupati non da truppe dell’opposizione siriana, bensì da uomini vicini ad Al-Qaeda. La battaglia intanto, quella vera, da Damasco sembra essersi spostata a Nord, ad Aleppo, la seconda città della Siria. Qui da giorni infuriano pesanti combattimenti tra disertori e esercito siriano, e secondo le ultime notizie da Damasco sarebbero partiti migliaia di uomini fedeli ad Assad per piegare i ribelli ad Aleppo. I militari siriani sarebbero  passati all’offensiva anche nell’immediata periferia di Damasco, dove questa mattina sono iniziati pesanti bombardamenti anche di aree residenziali. “Un grande numero di forze è stato dispiegato a Jabal al Zawiya, ad Aleppo, che è di grande importanza strategica“, ha confermato il colonnello dell’esercito siriano libero, al Oqaidi. “Sono in corso combattimenti“, ha aggiunto. I quartieri controllati dai ribelli sono bombardati ormaida cinque giorni, ha precisato da parte sua l’osservatorio siriano sui diritti umani.

i militari sono

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