Russia. Parla Putin: "Non siamo noi gli aggressori"Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Russia. Parla Putin: “Non siamo noi gli aggressori”

Il presidente russo Vladimir Putin, il grande “spauracchio” dell’Occidente, ha concesso una lunga intervista con il “Corriere della Sera” nella quale ha parlato a ruota libera facendo notare come non sia stata la Russia a provocare e a destabilizzare. Putin ha anche definito una “follia” l’idea che la Russia voglia attaccare la Nato e ha ricordato come i sommergibili americani a largo della Norvegia potrebbero colpire Mosca in 17 minuti.

La stampa occidentale cerca di far passare la Russia di Putin come uno Stato canaglia pronto a invadere l’Europa dell’Est alla prima occasione. Quello che non viene spesso ricordato è che la Russia dal 1989 a oggi ha visto la Nato avvicinarsi progressivamente ai propri confini, fino all’ultima delle provocazioni in Ucraina lo scorso anno. A questo proposito il presidente russo Vladimir Putin ha concesso una interessante intervista al “Corriere” nella quale ha parlato a ruota libera di attualità, di prospettive geopolitiche e dei rapporti tra Mosca e l’Europa. “Non è stata colpa della Federazione Russa se i rapporti con i Paesi dell’Unione Europea si sono deteriorati. Non siamo stati noi a introdurre certe limitazioni nel commercio e nell’attività economica. E’ stato fatto contro di noi e siamo stati costretti ad adottare contromisure“, ha detto Putin al Corriere, e di certo non si può dire che abbia torto dal momento che a cominciare con le sanzioni è stata proprio l’Ue, facendosi trascinare come al solito dalla Casa Bianca. Non solo, Putin è andato oltre spiegando come l’Europa si sia comportata in modo del tutto ingiusto nei confronti della Russia circa la situazione in Ucraina: “ho l’impressione che la Ue cerchi di costruire con noi rapporti puramente su base materiale ed esclusivamente a proprio favore”. L’allusione è alla riluttanza dell’Europa nel collaborare con le unioni di integrazione nello spazio post-Urss, ad esempio all’Unione doganale oggi divenuta Unione Economica Euroasiatica. Al contrario, ha ricordato Putin, quando a integrarsi sono paesi europei questo viene ritenuto del tutto normale, il solito double standard che ispira la geopolitica dei paesi Nato. Ma il presidente russo ha parlato anche della difficile situazione nel Donbass, ricordando come Mosca non fosse contraria alla firma dell’accordo tra Kiev e Ue, e soprattutto ricordando come il 21 febbraio 2014 fosse stato firmato un accorso tra il presidente Yanukovich e l’opposizione, con tanto di elezioni, tutto ovviamente rimasto lettera morta.  ”Se americani ed europei avessero escluso il loro sostegno a chi compiva azioni anticostituzionali, la situazione si sarebbe sviluppata in modo assolutamente diverso”, ha rincarato ancora la dose Putin, vedendo solo negli accordi di Minsk 2 l’unica possibile via di uscita alla situazione in Ucraina. La situazione però ormai appare molto complessa, e infatti Putin ha ricordato come la cosa non dipenda solo da Mosca: “Oggi i nostri partner, sia in Europa sia negli Stati Uniti, devono esercitare un’adeguata influenza sulle autorità di Kiev perché facciano ciò che è stato concordato a Minsk”.

Infine Putin si è preso gioco di quelli che da mesi continuano a ipotizzare una imminente invasione della Nato da parte della Russia. In questo senso Putin è stato sin troppo chiaro: “Solo una persona non sana di mente o in sogno può immaginare che la Russia possa un giorno attaccare la Nato. Sostenere quest’idea non ha senso, è del tutto infondata. Forse qualcuno può essere interessato ad alimentare queste paure. Forse gli Stati Uniti vogliono evitare il riavvicinamento fra l’Europa e la Russia. Voglio dirvi: non bisogna aver paura della Russia”. Già eppure in tutto il mondo esistono schiere di paladini dei “diritti umani”, ovviamente palesi ammiratori della democrazia a stelle e strisce, che lanciano continui strali contro Mosca, agitando lo spauracchio della russofobia a piacimento.  Ma il presidente russo è andato molto oltre spiegando nel dettaglio la situazione che la Russia si trova a fronteggiare proprio a colpa dell’aggressività della Nato: “La nostra politica non ha un carattere globale, offensivo o aggressivo. Faccio degli esempi. Vicino alle coste della Norvegia ci sono i sommergibili americani in servizio permanente. Il tempo che ci mette un missile a raggiungere Mosca da questi sottomarini è di 17 minuti”. Da qui la decisione russa di puntare alla parità strategica con gli Stati Uniti, che peraltro come ha ricordato lo stesso Putin sono anche usciti unilateralmente dall’Accordo sulla difesa antimissile Abm. Un tempo avevo proposto ai nostri partner americani di costruirlo insieme in tre il sistema di difesa anti-missile: Russia, Stati Uniti, Europa. La proposta è stata rifiutata. Allora ci siamo detti, questo è un sistema costoso e ancora non ne conosciamo l’efficacia. Ma per garantire l’equilibrio strategico, svilupperemo il nostro potenziale offensivo e penseremo a sistemi in grado di superare la difesa antimissilistica Usa”, ha aggiunto.

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