Russia. Piano da due miliardi di dollari per la CrimeaTribuno del Popolo
sabato , 18 novembre 2017
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Russia. Piano da due miliardi di dollari per la Crimea

Dopo la storica annessione della Crimea da parte della Russia a seguito del referendum dell’anno scorso, ora Mosca sta pianificando di spendere circa 2,2 miliardi di dollari per modernizzare le infrastrutture della regione nel 2015 e far fiorire una “Silicon Valley” nella penisola che ha scelto di voltare le spalle all’Ucraian del #Maidan. 

All’indomani del referendum che ha fatto ritornare la Crimea “a casa” ovvero territorio russo, in molti hanno accusato Putin di avere “occupato” la piccola penisola che fu regalata all’Ucraina si dice da un Nikita Krushev ubriaco, quando ancora esisteva però l’Unione Sovietica. Oggi invece ci si accorge che in Crimea non si è parlato di una occupazione manu militari bensì semmai di una decisione popolare suffragata dalle percentuali bulgare favorevoli all’annessione alla Russia nel corso del referendum. Anzi, Mosca ha diffuso a questo proposito anche un documentario volto a dimostrare quale fosse effettivamente la situazione in Crimea all’indomani dell’annessione alla Russia.

Ora però il Cremlino ha deciso di cominciare anche a spendere delle risorse da investire proprio per lo sviluppo della Crimea, e in questo senso Mosca ha annunciato un programma volto a investire nelle infrastrutture della penisola. In questo senso il ministro per la Crimea Andrey Sokolov ha annunciato al forum economico di Yalta nella giornata di sabato che le risorse che verranno spese dalla Russia per la Crimea saranno paragonabili a quanto speso per la preparazione delle Olimpiadi di Sochi nel 2014. Secondo Sokolov la Russia spenderà qualcosa come 90 miliardi di rubli per lo sviluppo economico e sociale della Crimea nei prossimi cinque anni. Entro il 2020 la Russia inoltre vorrebbe creare una sorta di Silicon Valley in Crimea. Il progetto, chiamato “Digital Valley of Crimea” è stato presentato proprio nel corso del forum di Yalta. Nel marzo del 2014 quando si è tenuto il referendum l’annessione a Mosca ottenne qualcosa come il 96% delle votazioni, mostrando quindi che la volontà della Crimea era reale e non imposta come suggerito dall’Occidente. Inoltre al momento dell’annessione Vladimir Putin ha varato una legge federale sullo sviluppo del Distretto Federale della Crimea e una zona con degli sgravi fiscali per i prossimi 25, attirando in questo modo investitori e incentivi. Insomma la Russia si accinge a rilanciare sulla Crimea e non semplicemente a occuparla militarmente per utilizzarla come pungolo contro l’Ucraina, come invece sostiene il governo di Kiev.

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