Russia. Prende forma l'ombra del terrorismo dietro il disastro MetrojetTribuno del Popolo
sabato , 23 settembre 2017
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Russia. Prende forma l’ombra del terrorismo dietro il disastro Metrojet

Si addensano nubi scure circa il disastro aereo di sabato mattina nel Sinai dell’areo della compagnia russa Metrojet precipitato nel deserto. Inizialmente si era esclusa la pista del terrorismo ma più passa il tempo più avarie o errori umani sarebbero completamente da escludere. Così torna a essere probabile l’ipotesi di un ordigno esploso a bordo, o di un abbattimento del velivolo.

Ci risiamo. Sembra di rivedere in qualche modo scenari già accaduti in Ucraina con il famoso Mh-17, non fosse che in qual caso vi fossero ben pochi dubbi circa l’accaduto. In quel caso si sapeva che il boeing della Malaysian era stato abbattuto, quello che non si sapeva, e ancora non si sa con certezza, erano gli autori del gesto. Questa volta gli autori sarebbero fin troppo noti: i terroristi dello Stato Islamico come rappresaglia nei confronti di Mosca per le azioni militari in Siria, ma quello che manca è la conoscenza di quanto accaduto. Inizialmente tutti avevano smentito un attacco terroristico in quanto l’Isis in Sinai sarebbe sprovvisto delle armi necessarie ad abbattere un velivolo che volava oltre i 6000 metri di altezza, eppure con il passare delle ore i dubbi sono aumentati, alimentando se non altro il sospetto che qualcuno potrebbe aver azionato un ordigno dall’interno.

Ora il Cremlino non se la sente più di escludere la pista del terrorismo, lo ha detto chiaramente Dmitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin, che ai giornalisti ha ammesso di non voler “escludere alcuna ipotesi”. Quello che sembra è che il velivolo si sarebbe letteralmente spezzato in volo, e questo escluderebbe l’eventualità di una avaria o di un errore umano. Si sarebbe trattato dunque di azioni “fisiche o meccaniche” ancor più che la Metrojet ha confermato ufficialmente che l’equipaggio non avrebbe inviato alcun messaggio di aiuto o di segnalazione di problemi dell’aereo prima dello schianto. Il capitano non avrebbe quindi lanciato alcun messaggio di emergenza nè chiesto di poter effettuare un atterraggio di emergenza, e questo avvalorerebbe l’ipotesi dell’attentato. Inoltre il velivolo si sarebbe rovesciato precipitando, un altro dettaglio che lascerebbe pensare a una esplosione.

Ora si sta procedendo all’esame delle scatole nere ma con il passare delle ore si alimenta la possibilità dell’attentato, e quindi si dovrebbe prendere in considerazione la rivendicazione dello Stato Islamico che era stata frettolosamente liquidata come falsa a causa dell’eccessiva altitudine del velivolo al momento dell’incidente. L’Isis però potrebbe tranquillamente avere, in qualche modo, portato un ordigno a bordo, facendolo poi esplodere in volo. Insomma si addensano nubi sui cielo del Medio Oriente, e la sensazione è che se si dovesse appurare l’effettiva esplosione di un ordigno a Mosca non la prenderanno per niente bene.

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