Russia. Putin annuncia la fine del progetto "South Stream"Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Russia. Putin annuncia la fine del progetto “South Stream”

Il presidente russo Vladimir Putin nella giornata di ieri nel corso di un incontro con il presidente turco Erdogan ha annunciato che Mosca rinuncerà al progetto del South Stream facendolo passare per altre regioni a causa dell’approccio della Commissione Europea considerato non costruttivo. Chiaramente questa decisione del Cremlino avrà importanti conseguenze…

Vladimir Putin è stato molto chiaro in occasione del suo viaggio in Turchia per incontrare il presidente Erdogan, la Russia non è in grado di continuare la costruzione del gasdotto South Stream nelle condizioni correnti. Per molti questa notizia è suonata, letteralmente, come una doccia fredda, per altri invece è l’ennesima riprova di come la russofobia europea e dell’Occidente stia continuando a fare seri danni. Putin ha ricordato come la Commissione Europea non stia contribuendo alla realizzazione del progetto, e che solo l’Olanda ha dato il suo assenso mentre nemmeno la Bulgaria lo ha concesso, rendendo così impossibile continuare la realizzazione del progetto in siffatte condizioni. “Non possiamo cominciare la costruzione nel mare fin quando non avremo il permesso della Bulgaria di cominciare la costruzione. Sarebbe assurdo arrivare alla costa bulgare e quindi fermarsi“, ha detto molto chiaramente Putin. A causa dell’approccio non costruttivo delle istituzioni europee dunque, la Russia reindirizzerà il gasdotto verso altre regioni. Non solo Putin ha accusato la Commissione Europea di non aver aiutato nella realizzazione del progetto, ma anche che abbia cercato in tutti modi di ostacolarla, un buon motivo per abbandonare un progetto che sulla carta sarebbe servito, e molto, proprio ai paesi europei. Molto semplicemente il Cremlino sceglierà di far passare il flusso della sua energia in altre regioni del mondo avanzando verso altri mercati e l’Europa non riceverà il gas russo il che ovviamente non fa certo gli interessi economici dell’Europa e anzi danneggerà ulteriormente i rapporti tra Ue e Russia, per la gioia della Casa Bianca. Nel 2012 il gigante dell’energia russo, Gazprom, aveva annunciato la costruzione di un gasdotto lungo il Mar Nero per ridurre la possibilità del passaggio del gas naturale russo verso l’Europa attraverso il territorio dell’Ucraina, segnato da una violenta guerra civile. Il gasdotto della Gazprom dovrebbe essere completato nel 2018. Bruxelles ha sempre sostenuto che il progetto del South Stream avrebbe violato alcune normative europee dal momento che ci sarebbe un conflitto di interessi tra il costruire un gasdotto e produrre il gas naturale che verrà da esso trasportato; al contrario Mosca sostiene che la costruzione del gasdotto non contraddica i regolamenti.

The South Stream pipeline project on deliveries of Russian natural gas to Europe via the Black Sea route will benefit European consumers, delays in its implementation are caused by political wrangle.
© GAZPROM
Da qui l’idea di costruire un hub addizionale altrove, magari in Turchia al confine con la Grecia per i consumatori di gas dell’Europa meridionale. “Noi non solo siamo pronti ad aumentare la capacità del gasdotto Blue Stream, ma anche a costruirne un altro per incontrare i crescenti bisogni dell’economia turca e, a creare un gasdotto addizionale per i consumatori del Sud dell’Europa“. Mosca e Ankara hanno già detto di essere d’accordo nell’aumentare la capacità del gasdotto della Gazprom Blue Stream, che attualmente porta il gas russo in Turchia attraverso il Mar Nero aggiungendosi alle forniture di gas russo che arrivano ad Ankara attraverso i territori di Moldavia, Romania, Ucraina e Bulgaria. Nei prossimi mesi il Cremlino aumenterò la fornitura di gas nei confronti della Turchia e nell’immediato futuro immetterà nel mercato turco altri tre miliardi cubici di gas.

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