Russia. Sul campo la proposta di un governo di coalizioneTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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Russia. Sul campo la proposta di un governo di coalizione

Secondo una proposta del Partito Comunista della Federazione Russa (Pcfr) nel prossimo futuro in Russia si potrebbe procedere alla formazione di un governo di coalizione composto da rappresentanti dei diversi partiti parlamentari, compreso il Pcfr. Il disegno di legge dovrebbe venire esaminato dalla camera bassa entro gennaio. 

Secondo TASS.ru  ben presto potrebbero arrivare diverse novità all’interno del governo russo. Il Partito Comunista della Federazione Russa (Pcfr) ha infatti proposto di procedere alla formazione di un vero e proprio governo di coalizione che veda al suo interno la partecipazione dei diversi partiti parlamentari. La proposta dei comunisti insomma vorrebbe vedere assegnati gli incarichi di primo ministro, del vice e dei portafogli ministeriali ai diversi partiti secondo la percentuale ottenuta nelle ultime elezioni per al Duma di Stato. A dichiararlo alla TASS il vicepresidente del Comitato Centrale del Pcfr, Valerij Rashkin, che ha anche aggiunto come il disegno di legge sia già stato verificato sul piano legale e dovrebbe venire presentato non solo dai deputati comunisti e discusso nella camera bassa del parlamento entro fine mese. Per giustificare questa richiesta i comunisti hanno parlato della “mancata considerazione della necessità dei partiti parlamentari nel governo”. Insomma in un momento molto delicato per la Russia a causa della temperie internazionale e delle sanzioni decise dall’Occidente contro Mosca, l’idea sarebbe quella di creare governi di coalizione anche nelle regioni della Russia, come spiegato dallo stesso Rashkin: “Il secondo disegno di legge, che abbiamo elaborato, è rivolto alla formazione di governi di coalizione nelle regioni della Russia, e la cui composizione dipende anch’essa dalla presenza percentuale dei partiti negli organi legislativi di ogni amministrazione”. Insomma secondo la proposta del Pcfr gli incarichi di vice della presidenza del governo e i portafogli ministeriali dovrebbero essere distribuiti sulla base della quantità dei voti raccolti dai diversi partiti e al partito della maggioranza parlamentare dovrebbe spettare la poltrona di primo ministro. I portafogli ministeriali invece verrebbero distribuiti tra i partiti mediante negoziati. “Se oggi una tale legge fosse in vigore, il bilancio sarebbe per esempio questo: la presidenza del governo spetterebbe a “Russia Unita”, in quanto ha la maggioranza dei voti, la seconda posizione per numero di incarichi al PCFR, che rivendicherebbe almeno due posti di vice-premier e quattro ministeri”, ha spiegato Rashkin. Insomma rimane tutto sospeso in attesa che ci sia una consultazione su questa iniziativa direttamente con Vladimir Putin cui parteciperà anche il leader del Pcfr Ghennadij Zyuganov. Insomma la situazione resta fluida e se questa proposta dovesse venire accolta si assisterebbe a una svolta epocale con i comunisti che tornerebbero nel governo per la prima volta dopo la dissoluzione dell’Urss, seppur in modo marginale.

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