Russia. Troppi misteri dietro la morte di NemzovTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Russia. Troppi misteri dietro la morte di Nemzov

La Russia è ancora sotto shock dopo l’assassinio di Boris Nemzov a pochi passi dal Cremlino ma mentre tutto il mondo si indigna e chiede indagini indipendenti e precise, la vera domanda da farsi è “Cui Prodest?” La sensazione è che siamo di fronti a qualcosa di molto torbido, come testimoniato dallo stesso Gorbarchev che ha parlato di “tentativo di destabilizzare la Russia”.  

Chi ha ucciso Boris Nemzov? Riusciremo mai sapere la verità? Tutte domande lecite che probabilmente rimarranno senza risposta a lungo dal momento che ci sono troppi interessi contrapposti affinchè la verità non venga a galla. Quello che è certo è che sembra sin troppo semplice accusare dell’omicidio di Nemzov Vladimir Putin, soprattutto in un momento come quello attuale nel quale il leader del Cremlino gode di ampio consenso interno ma viene continuamente attaccato in politica estera. Un processo di demonizzazione che ha investito anche la sfera privata di Putin e che probabilmente continuerà nei prossimi mesi in parallelo alla questione “Ucraina”. Nemzov infatti è stato subito presentato come un leader dell’opposizione liberale al Cremlino anche se il secondo partito di Russia è il Partito Comunista della Federazione Russa di Zjuganov, ed è fin troppo semplice pensare circa il suo assassinio alla “pista politica”. Ma compiendo uno sforzo di analisi e contestualizzazione maggiore la domanda che ci si dovrebbe porre è: a quale fine Putin avrebbe dovuto assassinare un leader a lui ostile peraltro senza molto credito nel Paese, rischiando così di farne un martire? Proprio Menzov pochi giorni prima aveva scritto sui social newtwork di aver paura di essere un giorno ucciso da Putin, sin troppo facile quindi associare alla sua morte la volontà del leader del Cremlino; troppo facile appunto ma forse non realistico. E infatti molti analisti, non ultimo l’inviato Rai a Mosca Marc Innaro ai microfoni di Rai News, ha commentato ritenendo di stimare  improbabile la pista che porta a Vladimir Putin. La sensazione è che ci sia qualcosa di molto grosso e sinistro dietro questo assassinio, magari perpetrato da quelle forze che hanno tutto l’interesse a destabilizzare dall’interno la Russia. Mosca infatti sta subendo un attacco frontale circa la questione “Ucraina” con tanto di sanzioni subite da parte dell’Europa che, pur mettendo in difficoltà il Cremlino, non sono riuscite a piegare la Russia. Appare evidente che ci siano forze al contrario interessate a provocare un “regime change” a Mosca, e sicuramente l’omicidio di uno come Nemzov potrebbe servire alla bisogna. Gli investigatori infatti hanno subito scartato che l’omicidio possa essere stato ordinato dal Cremlino e tengono aperte varie ipotesi come ad esempio la pista islamica oppure quella ucraina. Che ci sia qualcosa di torbido dietro la morte di Nemzov, del resto, lo ha detto anche Mikhail Gorbatchev, l’autore della Perestrojka, che ha parlato circa la morte del leader dell’opposizione, già delfino di Eiltsin, di un “tentativo di destabilizzare la Russia” e di rafforzare l’opposizione. Il tentativo di destabilizzare la Russia però sembra essere destinato al fallimento non fosse perchè l’Occidente continua a non volere vedere che Putin ha un ampio consenso in Russia, e soprattutto che l’opposizione a Putin non è controllata dai liberisti occidentalisti di cui faceva sicuramente parte Nemzov. Intanto Vladimir Putin ha promesso di fare di tutto “perché organizzatori ed esecutori di questo vile e cinico omicidio vengano puniti“; ma la vera domanda è: i leader occidentali che hanno chiesto giustizia e un indagine, vorranno realmente sapere la verità?

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