Russia, Usa, Europa e la guerra del gasTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Russia, Usa, Europa e la guerra del gas

Da tempo Washington si oppone al gasdotto russo “South Stream” e secondo il presidente russo Vladimir Putin lo fa perchè la Casa Bianca vorrebbe vendere lei gas all’Europa. Questa potrebbe essere una nuova chiave di lettura per rapportarsi a quanto sta succedendo alle porte della Russia. 

Vladimir Putin ha le idee molto chiare e ha accusato direttamente gli Stati Uniti di voler osteggiare la costruzione del gasdotto russo “South Stream” unicamente perchè sarebbe un progetto concorrente a quello americano di vendere gas liquefatto all’Europa.  Secondo il presidente russo, che si è recato in Austria per discutere con la sua controparte Heinz Fischer,  gli Stati Uniti starebbero facendo ogni cosa in loro potere per distruggere il contratto South Stream, utilizzando anche la politica proprio per conseguire questo obiettivo.  ”Noi stiamo discutendo con i nostri partners contrattuali non con terze parti. I nostri amici americani sono infelici per il South Stream, bene, erano infelici anche nel 1962, quando il progetto con la Germania era cominciato. Ora essi sono ancora infelici, nulla è cambiato, eccetto per il fatto che ora vogliono rifornire anche loro il mercato europeo”, ha spiegato Putin.  Se questo dovesse accadere secondo Putin il gas americano non sarà niente affatto meno caro di quello russo dal momento che il gas russo costa molto di meno di quello liquefatto americano. Russia e Austria attualmente hanno raggiunto un accordo per costruire il braccio austriaco del progetto da 45 miliardi di dollari del South Stream il quale dovrebbe portare 32 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia all’Austria, bypassando il vespaio ucraino. Putin però ha detto di non voler evitare l’Ucraina per motivi politici, anche se a questo credono in pochi. Lo stesso Putin però ha ricordato come tutti i progetti di gasdotto russi siano cominciati diversi anni prima e che Mosca continuerà in ogni caso a promuovere i suoi prodotto nei mercati emergenti. Il progetto però piace molto anche a Vienna, con il presidente Fischer che ha salutato positivamente il progetto. La costruzione del South Stream Austria Project sarà gestito al 50% dalla Gazprom e dal 50% dalla OMV, compagnia austriaca di petrolio e gas. I lavori dovrebbero cominciare nel 2015 e il primo gas arriverà nel 2017, raggiungendo la piena capacità nel gennaio 2018.  Insomma gli attacchi frontali verso Putin forse avrebbero il chiaro intento di convincere l’Ue a rifornirsi di gas dagli Usa, per la gioia di Washington, ovviamente.

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