Russia. Zyuganov avvisa: "A Mosca nessuna Maidan"Tribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Russia. Zyuganov avvisa: “A Mosca nessuna Maidan”

Il leader dei comunisti russi, Gennadiy Zyuganov, ha dichiarato nel corso di un colloquio con l’ambasciatore americano John Tefft che  in Russia non ci sarà mai il rischio di una “Maidan” simile a quella che circa un anno fa ha gettato l’Ucraina nel caos. 

Photo Credit (RIA Novosti / Vitaliy Belousov)

I comunisti in Russia, piaccia o meno, non sono forza residuale. Si tratta del secondo partito del Paese e il suo leader, il carismatico Ghennadiy Zjuganov, è personaggio molto famoso e carismatico a Mosca. Ultimamente ha preso posizione in modo molto netto a favore dei filorussi nelle tristi vicende dell’Ucraina e poco tempo fa Zjuganov ha intrattenuto un interessante dialogo con l’ambasciatore americano in Russia, John Tefft. Ovviamente i due hanno parlato di Ucraina, ma anche di Russia, e Zjuganov ha detto apertamente quello che pensava: “La società russa ha intenzione di rafforzare le relazioni sia con l’Est che on l’Ovest, ma non permetterà più a nessuno di infastidirla. Questo è il nostro proposito principale“, ha detto il leader comunista riportato da RIA Novosti. Zyuganov ha anche detto al diplomatico americano che la Russia non avrà mai la sua “Maidan”, aggiungendo che i piani di favorire il blogger russo Aleksey Navalny per proporlo come nuovo leader della Russia sono falliti miseramente. Non solo, Zyuganov ha paragonato proprio Navalny a una sorta di moderno e nuovo Boris Yeltsin, e ha notato che l’unica differenza tra i due sarebbe che il primo, almeno apparentemente, è sobrio. “Il popolo russo ha una buona vaccinanzione contro lo Yeltsinismo“, ha detto ancora Zyuganov. Ma il leader comunista ha parlato a lungo della sua indignazione circa l’atteggiamento degli Stati Uniti nella crisi corrente in Europa. In questo senso ha notato che la situazione presenta similitudini con le fasi più acute della Guerra Fredda. Non solo però, Zyuganov ha anche parlato della minaccia del ritorno dell’ideologia nazifascista nella regione, specialmente in Ucraina, dove a suo giudizio sarebbe scorretto parlare di “separatisti” dal momento che si tratta di persone che vogliono difendere il diritto a parlare il loro linguaggio e ad avere buoni rapporti con la Russia. In questo senso Zyuganov ha ricordato come i cosiddetti separatisti non hanno mai attaccato nessuno a Kiev, difendendo semplicemente la loro madrepatria, le loro case e le loro famiglie: “Questo è il motivo per cui il Partito Comunista Russo manda aiuti umanitari nel Donbass”.

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