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giovedì , 25 maggio 2017
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Sale la tensione tra Giappone e Cina per isole contese

Alcuni attivisti cinesi arrestati e poi rilasciati erano sbarcati nell’arcipelago delle Senkaku, isolotti disabitati ma ricchi di pesce e gas. Oggi una flottiglia giapponese di una ventina di imbarcazioni salpata da Ishikagi è arrivata all’alba a largo delle Senkaku. E ora Tokyo vorrebbe dimostrare che le isole sono sue.

Alta tensione tra Tokyo e Pechino dopo che una flottiglia giapponese è arrivata all’alba a largo delle isole Senkaku con il proposito di reclamarne il possesso.  Si tratta di alcune isolette rocciose e disabitate ricche però di giacimenti di gas e di pesce. . La ventina di imbarcazioni giapponesi salpate ieri, è arrivata in vista delle isole Senkaku all’alba, verso le 5,30 (le 22,30 italiane) con l’intento di riaffermare la propria sovranità sull’arcipelago che il Giappone amministra e la Cina rivendica. Gli attivisti a bordo sono sbarcati e hanno appoggiato a terra la bandiera giapponese, sfidando quindi apertamente la Cina che chiama quelle isole Diaoyu. A bordo delle navi salpate dall’isola giapponese di Ishigaki c’erano 150 passeggeri, alcuni parlamentari e militanti nazionalisti nipponici. Alcuni di loro avrebbero voluto scendere ma fortunatamente la polizia nipponica è riuscita a impedirlo. Secondo Pechino comunque il viaggio organizzato dalle navi giapponesi sarebbe illegale, e ieri la Cina ha intimato di “porre fine immediatamente a ogni azione tesa a minare la propria sovranità territoriale”. Oggi l’ambasciatore giapponese in Cina è stato convocato al ministero degli Esteri e sollecitato a “porre fine a quest’azione che attenta alla sovranità nazionale della Cina”. Nel frattempo in otto città della Cina sono state organizzate manifestazioni antigiapponesi che, ad avviso di alcuni analisti, evidenziano la volontà di Pechino di far leva su Tokyo giocando la carta del sostegno popolare. Nei giorni scorsi alcuni attivisti cinesi erano stati arrestati dalle autorità nipponiche e poi subito rilasciati, e in tutta risposta ieri i giapponesi sono partiti a loro volta verso l’arcipelago conteso: “Voglio dimostrare alla comunità internazionale che sono nostre. Ne va del futuro del Giappone“, ha detto Kenichi Kojima, un politico della regione di Kanagawa, vicina a Tokyo. ”Per fortuna, la comunità internazionale riconosce che le isole Senkaku sono giapponesi, ma penso che si debba, con questo tipo di spedizioni, sensibilizzare il più possibile il resto del mondo su questo problema“, ha dichiarato la deputata Keiko Yamatani. Finora rimasto più silenziosa, anche Taiwan ha accusato il Giappone di “occupare subdolamente” le isole contese. Un escalation dei toni che, secondo la stampa taiwanese, potrebbe significare una possibile presa di posizione più dura di Taipei nel conflitto territoriale in corso.

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