Sallusti. Cassazione conferma condanna a 14 mesi di carcere | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Sallusti. Cassazione conferma condanna a 14 mesi di carcere

Brutta tegola per il “Giornale” con il direttore Sallusti che dovrò rifondare le spese processuali, risarcire la parte civile e pagare ben 4.500 euro di spese per il giudizio davanti alla Suprema Corte. Confermata dalla Cassazione la condanna a 14 mesi per diffamazione a mezzo stampa.

Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale” non se la sta passando molto bene. Accusato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del magistrato Giuseppe Cocilovo è stato infatti ritenuto colpevole anche dalla Cassazione, e condannato a 14 mesi di carcere. La Corte, presieduta da Aldo Grassi, dopo una brevissima camera di consiglio di circa due ore e mezzo, ha respinto completamente il ricorso presentato dalla difesa di Sallusti. Negate anche le attenuanti generiche come richiesto dal Pg Gioacchino Izzo che avrebbero potuto portare a una riduzione della pena. Sallusti quindi, a meno che non decida di chiedere una misura alternativa alla pena come i servizi sociali, dovrà entrare nelle porte del carcere. Ma non solo, il “destro” direttore dovrà anche risarcire la parte civile e pagare 4.500 euro di pese per il giudizio innanzi alla Suprema Corte. E’ stato così confermato il verdetto emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 17 giugno 2011. Dopo la decisione della Cassazione, dove e come il giornalista dovrà scontare la pena, passa nelle competenze della magistratura di Sorveglianza di Milano. Questa mattina la Procura della Cassazione aveva cercato di proporre l’annullamento con rinvio della condanna solo “limitatamente alla mancata valutazione della concessione delle attenuanti generiche”.  Secondo il pg invece, il ricorso presentato dai legali di Sallusti in Cassazione andava dichiarato inammissibile in quanto si contestava che Sallusti, allora direttore di “Libero”, fosse l’autore dell’articolo a firma “Dreyfus” pubblicato nel 2007 e ritenuto diffamatorio nei confronti del giudice tutelare di Torino, Giuseppe Cocilovo. Chiaramente non sono mancate le polemiche e le trattative per risolvere la questione attraverso il ritiro della querela da parte di Cocilovo sono fallite. Anche politici non di destra come Di Pietro si sono battuti per evitare che Sallusti finisca in carcere per un reato d’opinione.

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