Salone del libro: la creatività è d’obbligoTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Salone del libro: la creatività è d’obbligo

La pioggia incessante del week end a Torino non è riuscita a fermare il flusso creativo del Salone del Libro. Migliaia di appassionati della vita da romanzo, di editori in cerca di novità, di autori e giornalisti pronti a confrontarsi. Il tema scelto per questa edizione era proprio la creatività, la cultura del progetto; un’utopia che rende il Salone start up di sé stesso e di innumerevoli altre idee che riguardano l’editoria. Il XXVI Salone Internazionale del Libro è stato questo e molto altro ancora.

Fonte: Oltremedianews

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Proprio nello stesso periodo del Festival di Cannes, qui la “Torinosette” è Via Nizza 230, Lingottofiere. Le persone che circolano attorno al Salone sono decisamente diverse però da quelle delle Croisette: tutti sono accaniti lettori, tutti hanno un libro da farsi autografare o un titolo particolare da ricercare nel paese dei balocchi, tra i padiglioni; tutti sono disposti a fare diverse ore di fila all’entrata (o a prendere i biglietti on line attraverso un complicatissimo iter di compilazione di dati personali, sconosciuti alla stessa persona che acquista); quasi tutti i visitatori medi del Salone comunque non andranno ad un party la sera ma, tornati a casa, si riposeranno leggendo un bel libro.In comune hanno tutti un’altra caratteristica: l’indecisione riguardo quale evento scegliere di seguire all’interno del polo fieristico. In un’offerta culturale così ampia come quella del Salone è impossibile compiere una scelta singola: bisognerebbe avere a disposizione almeno qualche decina di giorni. E allora si opta per una passeggiata tra gli stand per sentire l’odore delle storie tra le pagine di carta o per stringere la mano a fumettisti come Roberto Totaro insieme alla sua creazione “Nirvana”. Si prosegue poi con un incontro/bottino perché in una sola sala con i “Dialoghi dell’Espresso” riesci ad imbatterti contemporaneamente nel fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari, l’autore di Girlfriend in a coma Bill Emmott, lo scrittore Roberto Saviano e il semiologo Umberto Eco; tema dell’incontro: la possibilità per i giovani di costruirsi un futuro senza dover lasciare il Paese, tra critiche politiche, riflessioni culturali e proposte.
Come selezionare poi tra il lessico ricercato di Grossman, la parlantina di Vittorio Sgarbi, la delicatezza unita alla tenacia nella lotta contro il femminicidio di Serena Dandini, l’idea diversa di psichiatria di Massimo Fagioli, le magistrali lezioni scientifiche di Lamberto Maffei o l’innovazione dell’architetto Daniel Libeskid (solo per citare alcuni dei grandi personaggi presenti in fiera)?
Inoltre non mancano le novità che per quest’anno hanno riguardato il progetto speciale per ricordare i 150 anni dalla nascita di D’Annunzio, l’area enogastronomica con tanto di assaggi e degustazioni, lo spazio dedicato al paesaggio e allagreen economy, il padiglione 1 per i piccoli editori emergenti e il Bookstook village dedicato ai ragazzi.Non è facile districarsi tra tutti questi imput. La verità è che ciò che va colto in questo mare magnum di pagine e parole è la sensazione generale, è l’aria che si respira. Il ricordo da tenersi stretto è quel piacere di incontrarsi con tante altre persone in una città mitteleuropea come Torino per coltivare la stessa passione, scambiare idee e far circolare progetti. Che poi è quello stesso stimolo che anche i direttori editoriali volevano trasmettere con lo slogan 2013 “Dove osano le idee”. Parafrasando il celebre titolo “Dove osano le aquile” quest’anno si voleva introdurre il tema della creatività. Proprio per questo, il motto del Salone si è basato sulle idee, mezzi di trasporto che con la benzina della creatività possono portare in luoghi impensati. Da qui il messaggio dei manifesti: il fantasticare, le idee danno a tutti le possibilità di superare i propri limiti. L’areoplanino di carta non solo strizza l’occhio al mondo dell’editoria, ma esprime anche un messaggio importante: che non sono necessarie grandi spese e grandi materiali per raggiungere risultati importanti, basta avere, appunto, l’idea giusta e un po’ di creatività.

Attraverso stand, dibattiti, incontri, conferenze, addirittura momenti culinari e anche attraverso il punto di vista del Paese e della Regione ospiti di questa edizione, ovvero Cile e Calabria, il Salone ha provato a rimanere sul filo rosso della cultura del progetto, attingendo da tutte quelle frontiere della produzione intellettuale che approfondiscono i percorsi di sviluppo delle idee, verificano quali siano gli ambiti di emersione, dalla letteratura al design, dall’economia alla scienza, delle espressioni culturali che dal presente guardano al futuro.

A chi non fosse bastata questa full immersion, a chi ancora fosse affamato di libri, letteratura ed editoria già si hanno delle anticipazioni per l’edizione 2014: il Paese ospite d’onore della 27esima edizione del Salone sarà la Guinea. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione del libro, Rolando Picchioni, in occasione della visita al Salone dell’attuale ministro dell’Integrazione, Cecile Kyenge.
Nel frattempo ricordiamoci di osare quotidianamente, non aspettiamo il prossimo Salone del Libro…

Veronica Di Benedetto Montaccini

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