Salone Internazionale del Libro a Torino, tra tradizione e novitàTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Salone Internazionale del Libro a Torino, tra tradizione e novità

Riparte tra pochissimo l’appuntamento italiano con il mondo dell’editoria, nella sua ventiseiesima edizione, ricca di incontri con protagonisti d’eccezione per scoprire fin “dove osano le idee”.

Fonte: Oltremedianews

Di tradizione si parla, ormai, quando si parla del Salone Internazionale del Libro di Torino, giunto alla sua ventiseiesima edizione, sempre nel  complesso espositivo del Lingotto, ex stabilimento Fiat riqualificato nell’85 da Renzo Piano. L’iniziativa, inaugurata nel maggio del 1988, è divenuta in breve tempo la più grande manifestazione italiana legata all’editoria, e una delle maggiori in Europa.È la creatività il tema di questa edizione, dal titolo “Dove osano le idee”, edizione ricchissima di appuntamenti e in cui molti sono i nomi autorevoli: si va dalle presentazioni editoriali – di autori internazionali del calibro di David Grossman, come anche di autori italiani, quali Fulvio Ervas, Mauro Corona, Asor Rosa  -, agli incontri con il pittore Michelangelo Pistoletto o con il matematico Cedric Villani.

Tanti i momenti di riflessione su attualità e politica: interessanti l’appuntamento con il sindaco di Torino Piero Fassino sulle democrazie in crisi, la conferenza di Mario Draghi, presidente della Bce, e quelle, sulla Costituzione, di Mattei, Settis e Zagrebelsky, e ancora di Prodi e della Boldrini.

Il tema del femminicidio è presentato da Serena Dandini con il suo “Ferite a Morte”, opera teatrale da poco diventata anche un libro; ci saranno inoltre numerose letture come quella in cui De Gregori leggerà “Cuore di tenebra” di Conrad, e la  maratona di letture, omaggio a Beppe Fenoglio per la celebrazione del cinquantesimo anniversario della sua morte, a cui partecipano diversi noti autori italiani e la nipote dello scrittore.

Il Cile è il paese ospite dell’edizione 2013 del Salone, il quale sarà teatro di diversi incontri, che vedranno tra i protagonosti Luis Sepulveda – che leggerà brani di autori cileni contemporanei come Neruda e Mistral -, e Oscar Hahn, Raul Zurita, Alejandro Zamba.

Tantissimi appuntamenti: niente di grave, sembrerebbe, se non c’è spazio per Grillo; «Il Salone del Libro di Torino non ha mai ospitato né mai ospiterà comizi di pifferai magici, burattinai digitali e tenutari di sette», dice Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, smentito però dal presidente del Salone, Rolando Picchioni, che dichiara: “Chiunque si affacci al nostro Salone è il benvenuto, purché la sua presenza sia in linea con lo spirito della manifestazione. La porta è aperta anche a Beppe Grillo, come a chiunque voglia intervenire per confrontarsi seriamente sui problemi dell’Italia”.

Polemiche a parte, il Salone resta «un’idea luminosa con un pizzico di follia», come disse il premio Nobel Josif Brodskij, all’inaugurazione, nell’88, del primo di quelli che sarebbero diventati appuntamenti cardine nel panorama culturale ed editoriale italiano.

Giorgia Pratesi

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