Salvini e la politica della "ruspa"Tribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Salvini e la politica della “ruspa”

Un giorno contro gli zingari, un giorno contro gli extracomunitari e l’altro contro i centri sociali. E’ questo il modo di fare politica di Salvini e della nuova Lega Nord, individuare un gruppo di persone e aggredirlo, scatenando i bassi istinti della folla contro di lui. Per non parlare della vicenda della “Diaz”, con Salvini che, assieme a Gelmini e Santanchè, si è schierato dalla parte della polizia nonostante la Corte Europea di Strasburgo abbia chiarito che a Genova, nel 2001, fu tortura.

Ecco alcune delle ultime dichiarazioni su Facebook di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord che mostra particolare attenzione proprio alla comunicazione sul web: “Matrix, su Canale 5. Più sento parlare alcuni ROM, più mi viene voglia di RUSPA.”,  ”Rubavano ruspe e trattori per rivenderli in Romania, arrestati 10 IMMIGRATI in provincia di Torino: te la do io la RUSPA!” , “Liberiamo il Friuli Venezia Giulia dal disastro Serracchiani: ospedali chiusi, immigrati ovunque, aziende che chiudono e cooperative che saltano, basta!!!”, “Stamattina a Roma 3 zingari (accidenti, che ho scritto… 3 Rom) hanno aggredito a bastonate, e mandato all’ospedale, 3 operai che lavorano al centro raccolta rifiuti di via del Campo Boario.RUSPA.”.  E questi sono solo alcuni degli ultimi post pubblicati da Salvini sulla sua pagina Facebook. Come potete notare ritorna continuamente, quasi in modo ossessivo, la parola “ruspa”, evocata in modo significativo ogni volta che si nominano gli immigrati e i rom. La cosa che lascia poi particolarmente perplessi è la lista interminabile dei commenti, di cui potete facilmente immaginare il tenore. Si passa dai nostalgici del Duce che lo invocano per risolvere il “problema” rom, fino ad altri che inneggiano a Salvini chiedendogli di salire sulla ruspa simile a un Dottor Stranamore per eliminare i tanto odiati zingari. Ora ci arriverebbe anche un bambino che, dietro questo odio di massa nei confronti di determinati gruppi di persone si nasconda qualcosa di molto ma molto sbagliato. A Salvini evidentemente non interessa minimamente far leva sui peggiori sentimenti umani per raggranellare consensi, a lui non interessa assolutamente nulla, quello che gli interessa è superare il numero di “Mi Piace” dei suoi rivali. E quando qualcuno gli fa notare che non ha molto senso dichiararsi sempre a favore delle forze dell’ordine e sempre contro i contestatori in nome della legalità e poi fare patti e alleanze con i neofascisti di Casa Pound, ecco che Salvini si metterà a urlare stridulo che comunismo e fascismo non esistono più. Peccato che i fascisti esistenti nel dubbio sono suoi alleati mentre tutti quelli che si sentono ancora di sinistra sono e saranno sempre contro di lui, quindi le sue bugie hanno davvero le gambe corte. E come si possa schierarsi con la polizia circa i fatti della Diaz alla luce della sentenza della Corte Europea di Strasburgo rimane un mistero dal momento che il nostro Paese è stato sanzionato di “tortura” e Amnesty ha detto chiaramente che a Genova nel 2001 vi fu una palese sospensione della democrazia. E invece in questo mondo al contrario Salvini, peraltro in compagnia di altri personaggi come la Santanchè e la Gelmini, si permette persino di beffare una seconda volta i ragazzi massacrati di botte alla Diaz dando solidarietà a chi, come Tortosa, agente che fece irruzione nella scuola, è stato persino sospeso dal servizio dopo aver scritto che lui alla Diaz ci entrerebbe altre mille volte e dopo aver offeso Carlo Giuliani. Insomma una politica della ruspa che consta nell’attaccare frontalmente l’avversario politico di turno scatenando la rabbia dei propri sostenitori contro di lui, un modello che richiama in modo molto netto il modo di fare dei nazionalsocialisti tedeschi negli anni Trenta quando attaccavano frontalmente i “parassiti” e i “nemici della patria” fomentando il risentimento popolare causato dalla crisi economica. Del resto chi nella propria pagina riceve centinaia di commenti quotidiani che inneggiano al fascismo e non si turba minimamente mostra in modo indiretto ma molto netto dove vadano le proprie simpatie storiche.

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