Salvini è l'uomo della "provvidenza" per la destra italiana?Tribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Salvini è l’uomo della “provvidenza” per la destra italiana?

#MatteoSalvini ultimamente è sempre in tv a ogni ora del giorno. Sembra lui il nuovo volto della destra italiana, una destra che sembra potersi ricompattare sulla sua figura assumendo come piattaforma rivendicazioni radicali. Una “destra” vera che trova sponda mediatica quotidianamente con servizi Tv che soffiano benzina sul fuoco della crisi giocando alla guerra tra poveri. Sarà Salvini il “Berlusconi Bis” capace di ricompattare tutto lo schieramento di destra italiano? 

Matteo Salvini è diventato un ospite fisso dei salotti della televisione italiana da qualche mese a questa parte. Lui è bravo certo, sa parlare, e nel grigiume offerto dalla politica odierna riesce a far leva sulla pancia della gente mostrandosi come alternativa muscolare allo status quo. L’Italia sta crollando e Salvini non parla mai delle proposte reali che ha in mente per risollevare le sorti del Paese, si limita a lanciare slogan che purtroppo vengono recepiti da certe porzioni della società marginalizzate dalla crisi e piene di risentimento. Soffiare sul fuoco del malcontento incanalandolo contro il nemico del momento, ieri Roma Ladrona e i terùn, oggi gli extracomunitari e i rom, è una mossa tattica che sembra pagare dal punto di vista elettorale alla Lega Nord, che oggi si propone come forza in ascesa nella destra italiana. E la destra che si sta raccogliendo intorno a Salvini oltre a godere del placet dei media, che gli regalano ore e ore di presenze tv, è una destra che si sta caratterizzando per una radicalizzazione della sua offerta politica. Una destra che si sta riproponendo come tale, non più come una melassa multiforme che era il centrodestra di Berlusconi. E con il Cavaliere oramai messo fuori combattimento dall’età ecco che Matteo Salvini sembra essere l’uomo della “provvidenza” per la destra italiana, una destra che prende a modello l’ultranazionalismo del Front National della Le Pen e che sta crescendo nel ventre ribollente dell’Europa cotta a fuoco lento da una crisi economica che viene scaricata sugli strati più umili della popolazione. Ed è in questo contesto che soffiare sul fuoco della guerra tra poveri permette alla destra radicale di creare consenso offrendo facili risposte a problemi che invece andrebbero analizzati a mentre fredda, e per il bene comune. In questa situazione il rischio che corre l’Italia è una restrizione ulteriore della democrazia con una sinistra assente e un centro moderato caratterizzato dal Pd e una ultradestra conservatrice e radicale capeggiata da Salvini. Un “No Euro” decantato in salsa di estrema destra contro un “Si Euro” altrettanto radicale nell’applicare miopi politiche di neoliberismo che taglia ogni altra sfumatura e proposta alternativa sul nascere. Soprattutto bisognerebbe anche domandarsi a chi giova l’esposizione mediatica di Salvini, forse a quegli stessi centri di potere e consenso elettorale che erano stati in prima fila nell’appoggiare l’ascesa di Berlusconi dagli anni Novanta in poi ?

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Gracchus Babeuf

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ggi pomeriggio seconda puntata dell’ufficio di presidenza di Forza Italia, ma questa volta ci sarà anche Raffaele Fitto che sta rientrando da Stasburgo. Si annunciano scintille. Silvio Berlusconi vuole mettere in un angolo il ribelle di Maglie, isolarlo, imporgli la museruola perché «i panni… si lavano in famiglia». Non usa il termine «sporchi» perché il Cavaliere non ammette che ce ne siano, nel suo partito nato con una leadership, la sua, eroica e gli eroi non ammettono polemiche di basso conio e fronde interne. Anche Renzi ha una minoranza che gli crea problemi? «Ma Forza Italia è un’altra cosa, è nata con intenti diversi..», ragiona l’ex premier.

 

Ma Fitto non ha alcuna intenzione di farsi mettere la mordacchia. Anzi sta arrivando in questi minuti a Roma dove farà un breve punto con le sue truppe per poi tuffarsi nell’agone dell’ufficio di presidenza carico come una molla. Ieri, quando ha letto le dichiarazioni di Berlusconi fatte durante la presentazione del libro di Bruno Vespa, ha avuto una reazione di rabbia incontenibile. «Io regista, Salvini goleador. Matteo leader del centrosinistra? Potremmo prendere l’ipotesi in considerazione». Per Fitto le parole pronunciate da Berlusconi sono l’«ennesimo autogol», altro che squadra vincente. Dopo aver lusingato il primo Matteo, cioè Renzi, portandogli in dono un pezzo del patrimonio elettorale di Forza Italia, adesso vuole regalarne un altro pezzo all’altro Matteo: questo pensa Fitto che alle 5 della sera dirà in faccia questo e tante altre cose a Berlusconi. Gli dirà che mettere su un piedistallo il leader della Lega significa suicidarsi, mettersi contro il Ppe, rompere definitivamente con Angelino Alfano e regalarlo al Pd, avviarsi verso le regionali del 2015 con la sconfitta in tasca. Altrimenti, che fa, lo caccia?

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