Sangue senza fine su GazaTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Sangue senza fine su Gaza

La tregua di ieri è saltata e venerdì è stato un giorno di guerra nella Striscia. Secondo alcune fonti i morti tra i palestinesi sarebbero stati 150, ma Israele accusa Hamas di aver catturato un soldato israeliano, che smentisce. Ora si teme una nuova escalation. 

Nessuno è in grado di fermare Israele, nemmeno l’Onu che due giorni fa aveva utilizzato parole dure contro Tel Aviv sostenendo che l’aver colpito scuole e ospedali non poteva configurarsi come un atto casuale. Netayahu però è andato dritto per la sua strada e Israele ha continuato a martellare la Striscia con il chiaro intento di andare avanti a oltranza con l’opzione militare. Nella giornata di ieri doveva esserci una tregua, ma dopo nemmeno due ore sono ricominciate le ostilità con una pioggia di bombe su Rafah che ha provocato, secondo alcune fonti, almeno 150 morti tra i palestinesi. Le Nazioni Unite e Israele ovviamente accusano Hamas per aver rotto il cessate il fuoco imposto da Usa e Onu, ma i palestinesi si difendono sostenendo che i carri armati israeliani sarebbero penetrati in territorio palestinese proprio durante la tregua. Nel corso dei combattimenti di ieri almeno due soldati israeliani s0no stati uccisi e un altro, Hadar Goldin, sarebbe stato catturato dai miliziani palestinesi. A quel punto è cominciata l’isteria internazionale con titoloni che annunciavano il sequestro di un soldato israeliano, come se questo singolo avvenimento pesi di più delle centinaia di morti civili a causa delle bombe di Tel Aviv. In una situazione di guerra aperta la cattura di un nemico ci sembra un fatto del tutto normale, comunque più normale di bombardare mercati e ospedali sistematicamente. Ma le brigate Kassam, braccio armato di Hamas, sostengono di non avere notizie del tenente e suggeriscono che potrebbe essere rimasto ucciso in un bombardamento. Ora però in molti nella Striscia hanno seriamente paura che questo evento venga preso a pretesto da Tel Aviv per intensificare lo sforzo militare su Gaza, il che tradotto significherebbe una invasione di massa di terra. Intanto, la comunità internazionale ha ormai perso ogni credibilità dal momento che Israele ha commesso crimini di guerra in modo del tutto impunito, creando così un sinistro precedente.

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