Sanità: i ticket cambiano, ma occorre risparmiare 10 miliardiTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Sanità: i ticket cambiano, ma occorre risparmiare 10 miliardi

Il Ministro della Salute Lorenzin propone una più equa ripartizione dei ticket, e anticipa nuove soluzioni per recuperare nella sanità pubblica 10 miliardi di euro.

Fonte: Oltremedia

ll sistema dei ticket va riformato. Ad annunciarlo in un’intervista rilasciata al quotidiano torinese “La Stampa” è il ministro della salute, la pdl Beatrice Lorenzin.
Introdotto dal Governo De Mita nel 1989, si tratta di una sorta di quota di partecipazione diretta dei cittadini come controprestazione per l’assistenza fornita dalle strutture sanitarie pubbliche, e si basa sull’Elenco di Patologie croniche e rare riconosciute dal Ministero della Salute risalente all’ormai lontano 1999.

La situazione attuale italiana mostra sicuramente delle anomalie e delle grosse disparità non sempre motivate da regione a regione, e una semplice analisi del sangue arriva a toccare i 40 euro, mentre per altri esami e accertamenti si raggiungono cifre assai più alte. Oltre la metà degli assistiti non paga perchè appunto esente, e sono quelli che consumano l’80% delle prestazioni.
Secondo il Ministro Lorenzin l’esigenza di riformare i sistema dei ticket sanitari è legata non alla volontà di fare cassa, ma per evitare che chi paga paghi troppo, dal momento che vi sono aree del Paese dove gli esenti per reddito irpef arrivano al 70%. E allora l’idea è di spalmare i ticket in modo più equo sulle prestazioni sanitarie, e ridurre allo stesso tempo il numero degli esenti, ma garantendo sempre e comunque l’accesso gratuito alle cure e alle prestazioni particolari a chi ha veramente necessità.

Come fare allora? Un’idea potrebbe essere quella di legare le esenzioni al reddito Isee, a patto però, precisa il Ministro, che quest’ultimo vada un pò rivisto, affinchè le esenzioni siano graduate tenendo conto oltre che la ricchezza effettivaanche i carichi familiari, cambiando il sistema in modo semplice e lineare.
In ogni caso però, se ne parlerà nei prossimi giorni con il Ministro dell’ Economia e con le Regioni, data parte della competenza della materia.
Ed è proprio con le Regioni che occorrerà mettersi intorno a un tavolo per chiudere al più presto un nuovo Patto della salute che riprogrammi sia la governance che la spesa sanitaria. “Abbiamo fatto una ricognizione – aggiunge il Ministro – e possiamo risparmiare 10 miliardi da reinvestire nella Sanità. La tecnologia e la ricerca portano nuove cure che salvano le vite ma costano. Tanto. Dobbiamo recuperare eliminando quello che non è essenziale o funziona male.”
Ed è con l’intento di ottimizzare e risparmiare che va letto anche il piano quinquennale per la deospedalizzazione e lecure domiciliari, comprendente anche misure per mettere in rete ospedali, asl e studi dei medici di famiglia, così come il fascicolo sanitario elettronico, che impedirà inutili duplicazioni di prestazioni.

  Ileana Alessandra D’Arrissi

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