Sanità nel Lazio. Finito l'incubo "Tarzia" la situazione dei consultori è ancora precaria | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Sanità nel Lazio. Finito l’incubo “Tarzia” la situazione dei consultori è ancora precaria

Non preoccupa più la proposta di legge Tarzia, ma dalla Consulta dei Consultori arrivano nuovi allarmi.

Tratto da http://oltremedia.weebly.com/

 

Foto: http://www.flickr.com/photos/lemalefiche/5151619346/

Le dimissioni di Renata Polverini, stavano portando nuova aria per quanto riguarda la questione consultori nel Lazio. Si è chiuso un periodo non troppo facile per questi centri, minacciati dal 2010 dalla proposta di legge Tarzia, contro la quale è stato firmato un appello da più di 100.000 cittadini. Appello questo, che è stato sostenuto dalla Casa Internazionale delle donne, partiti di sinistra, sindacati e tanti altri soggetti politici più volte scesi in piazza  per la salvaguardia di queste  strutture pubbliche e laiche.Ma la Consulta dei Consultori, non intende affatto abbassare la guardia: dal blog, giunge in questi giorni un nuovo allarme, da parte del presidente della Consulta, Giuseppina Adorno, preoccupata da continue chiusure e accorpamenti, che stanno riducendo al minimo quello che dovrebbe essere un servizio attivo in maniera capillare su ogni territorio.

Eppure, l’importanza di questo servizio, è stata riconosciuta recentemente nel rapporto del ministro Balduzzi, a proposito dell’interruzione volontaria di gravidanza. I servizi di informazione sulla contraccezione, assieme a quelli di assistenza e di sostegno, costituiscono il vero motivo della diminuzione del numero degli aborti (al contrario di ciò che affermavano i sostenitori della pdl Tarzia), e i risultati, sono continuamente monitorati e confermati. Inoltre, è importante ricordare la funzione sociale e sanitaria del consultorio, che promuove diversi servizi a costi ridotti e può diventare un punto di riferimento non solo per famiglie o coppie, ma anche per adolescenti e persone sole.

“Oggi ci sono 50 consultori sulla carta, ma di questi un paio hanno già chiuso e molti altri rischiano di chiudere sia per la carenza di personale, causata dal blocco del turn-over, sia per politiche sanitarie non attente. In questo periodo sembra quasi che l’obiettivo delle Asl sia quello di farne sopravvivere uno ogni distretto e questo è un progetto sciagurato per la salute delle donne” afferma Giuseppina Adorno. Creare una rete vasta ed efficiente, accessibile a tutti, vorrebbe dire tutelare completamente le fasce più deboli, sotto diversi punti di vista. Un investimento, quindi, non solo per la sanità, ma anche per la cultura e la salvaguardia di diritti conquistati in anni di lotte. Una necessità ancora più forte, in tempi di crisi.

di Fabiana Ermete
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