Santanchè, la "pitonessa" da tenere lontano dal governo a tutti i costiTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Santanchè, la “pitonessa” da tenere lontano dal governo a tutti i costi

La Santanchè è il nome scelto dal centrodestra per la vicepresidenza di Montecitorio, ma, per fortuna, il Pd sembra orientato a non votarla. La “pasionaria” di destra si era appellata “pitonessa” e autodichiarata fascista solo nel 2008.

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Nel 2008 la Santanchè si era detta “orgogliosamente fascista”. Già solo per questo sarebbe una vergogna assoluta, anzi è una vergogna assoluta, anche solo parlare della pasionaria del Pdl come di colei che avrebbe dovuto prendere il posto di vicepresidenza di Montecitorio, il posto che fu di Maurizio Lupi, ora spostato al ministero delle Infrastrutture. Almeno sulla carta la vicepresidenza dovrebbe spettare al Pdl, ma per fortuna in un rigurgito di dignità il Pd ha deciso di fare quadrato e di non votare per la “pasionaria” fascista (che recentemente si è autodefinita “pitonessa”). “Penso che candidare Santanchè alla vicepresidenza sia cercare un incidente . Non penso di votarla e credo che alcune scelte rischiano di essere delle mine sulla strada di questo governo“, ha detto il giovane turco Matteo Orfini, subito imitato da Pippo Civati e da Emanuele Fiano che ha anche motivato la sua scelta: “Nel 2008 la Santanchè dichiarò di essere orgogliosamente fascista, io nel 2013 orgogliosamente non la voterò vicepresidente“. Per fortuna quindi c’è ancora qualcuno che fa dell’antifascismo un valore e non solo un semplice e polveroso retaggio del passato. Anche Civati ha deciso di sbattere i pugni sul tavolo: “Pare che i dubbi non riguardino solo me. Che si fa? Si sceglie la candidata divisivissima o si opta per soluzioni più miti e meno pitonate? Se volete la mia personalissima opinione la Santanchè non è proprio l’ideale nemmeno per le larghe intese“. Stesso pensiero della bersaniana Alessandra Moretti che ha sparato a zero: “Non si possono usare le istituzioni per lanciare provocazioni. All’interno del Pdl ci sono figure meno divisive del nome della Santanchè. Il Pdl trovi una figura alternativa“. Insomma va bene tutto, ma i fascisti no, grazie. E il fatto stesso che un partito al governo, il Pdl appunto, presenti la candidatura di una fascista alla vicepresidenza dovrebbe, già di per sè, convincere il Pd della follia di portare avanti un  governo di larghe intese con chi guarda a Mussolini quando pensa al XX secolo.

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