Sardegna. Bombardieri? No, grazie! Manifestazione per dire No alle servitù militariTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Sardegna. Bombardieri? No, grazie! Manifestazione per dire No alle servitù militari

Saranno in migliaia i manifestanti che oggi si incontreranno presso il poligono di Capo Frasca per dire alle servitù militari sul territorio sardo.

Fonte: Oltremedianews

Trentamila ettari, il 65 per cento di servitù militari di tutto il territorio italiano: questi i numeri, questo lo spazio di territorio sardo circondato dal filo spinato e a ridosso dei centri abitati in cui ogni giorno si gioca alla guerra. Pericoli per la salute, danni irreparabili all’ambiente e il rischio di compromettere l’economia e il turismo dell’isola. La manifestazione di oggi, 13 settembre, ore 14.00 presso il poligono di Capo Frasca, è stata organizzata per dire No a tutto questo.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso: gli incendi divampati il 3 e 4 settembre scorsi nel poligono di Capo Frasca, provocati durante una delle esercitazioni dell’aeronautica tedesca. Nel particolare si stava svolgendo l’addestramento di una formazione di quattro aerei Tornado tedeschi e la miccia dell’incendio è da ricondursi al lancio di un artifizio pirotecnico, una bomba inerte, al limite dell’area del bersaglio. In tutto, vennero bruciati 33 ettari di macchia mediterranea. Le dotazioni di sicurezza del poligono non ebbero assolutamente la situazione sotto controllo e le esercitazioni furono autorizzate senza tener conto e ponderare i rischi: vento a 20 km orari; bersaglio mancato; sterpaglie, presumibilmente non tolte prima, che alla prima scintilla hanno preso fuoco; autobotte sul posto insufficiente; avaria ‘improvvisa’ dell’elicottero antincendio presso la base di Decimomannu che sarebbe dovuto essere pronto ad intervenire in casi d’emergenza come quelli del 3 e 4 settembre. Non furono adottate le precauzioni necessarie.

Ieri mattina, 12 settembre, alla Camera, i parlamentari sardi “hanno fatto la loro parte” rivolgendosi al Ministero della Difesa: ‘bisogna dismettere due dei tre poligoni presenti in Sardegna, Capo Teulada e Capo Frasca, e bisogna riqualificare il poligono di Quirra, eliminando tutte le attività rischiose per la salute e riducendo quelle rischiose per l’ambiente. Nel frattempo, bisogna fare investimenti per le bonifiche e bisogna mettere in piedi attività alternative di impatto economico significativo in queste zone’.

Il caso sardo è solo un caso, anche se probabilmente il più critico, in cui esercitazioni, addestramenti di vario genere, di varie forze armate del mondo, distruggono il territorio e mettono in ginocchio la popolazione tutta, ogni giorno. Oggi la manifestazione di iniziativa popolare per dire No alle servitù militari, ma lunedì si ritornerà a giocare alla guerra. Quale destino per il popolo sardo e per l’Italia tutta?

Veronica Pavoni

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