Saviano e Kasparov tra partite a scacchi e quelle "parole in libertà"Tribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Saviano e Kasparov tra partite a scacchi e quelle “parole in libertà”

Ognuno in democrazia deve poter dire quello che vuole. Proprio per questo ci sentiamo di replicare all’ennesima sparata di Saviano che, giocando a scacchi con il campione russo Kasparov in quel di New York, ha pensato bene di riportare una  dichiarazione dello scacchista secondo cui: “Putin è per l’Europa un pericolo maggiore dell’Is”.

Dire quello che si vuole su qualsiasi cosa è effettivamente giusto in una democrazia, ed è esattamente per questo motivo che vogliamo rispondere all’articolo di Roberto Saviano uscito su “Repubblica” e intitolato romanticamente: “Saviano: Io e Kasparov scacco ai dittatori”.  Già in passato avevamo polemizzato con lo scrittore campano, ad esempio quando si era scagliato contro una “certa sinistra” o quando aveva in qualche modo preso le distanze “dalla sinistra di Gramsci”, e anche questa volta ci tocca commentare quanto ha scritto. Incontrandosi con il campione di scacchi russo Kasparov in quel di New York infatti i due hanno parlato a lungo della situazione nel mondo. Noi sinceramente stimiamo davvero molto Saviano per il suo coraggio dimostrato contro la Camorra, tuttavia davvero non riusciamo a capire come mai utilizzi l’autorevolezza da lui giustamente guadagnata anche per parlare di cose come la geopolitica in cui dimostra di avere le idee perlomeno confuse. Saviano riferisce senza scomporsi le parole di Kasparov: “Putin costituisce per l’Europa un pericolo maggiore dell’Is, minaccia l’esistenza stessa dell’Europa.”

Una affermazione forte quella dello scacchista russo ma che non sembra in alcun modo turbare Saviano che la riporta in modo quasi neutro, come se avesse detto una ovvietà. Ma soffermandoci un secondo su quanto riportato, come si fa a dire una cosa del genere? Come si fa a dire che Putin minaccia l’Europa più dell’Isis dopo aver visto gli uomini del Califfo ammazzare persone in pubblico per aver ascoltato musica rock o per non aver saputo declamare versetti del Corano? Come si può sostenere che la Russia voglia minacciare l’Europa quando la Nato negli ultimi anni si è allargata fin quasi a lambire i suoi confini? E soprattutto quando Kasparov ha detto del presidente russo: “Putin ha fisiologicamente bisogno del crollo delle sue istituzioni. La sua strategia è creare e alimentare il caos. Per questo ha puntato sulla guerra in Siria, un conflitto che ha messo in moto un numero impressionante di rifugiati che fanno pressione sui confini dell’Europa mettendone a dura prova la tenuta e la stabilità“, sa che in Siria i siriani venivano uccisi dall’Isis e fuggivano dal Califfato anche prima dell’intervento di Putin che è arrivato solamente nell’ottobre del 2015? (la guerra in Siria cominciò nel 2011). Insomma essere contrari a Putin è assolutamente legittimo ma almeno bisognerebbe cercare di farlo parlando di dati reali e non lasciandosi sedurre da parallelismi che hanno davvero poca credibilità.

Tribuno del Popolo

 

 

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