Saviano e quelle accuse un pò così al VenezuelaTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Saviano e quelle accuse un pò così al Venezuela

Roberto Saviano è sicuramente una autorità quando si occupa di lotta alla camorra e al crimine organizzato. Quando si avventura in politica o in geopolitica invece, sembra essere parecchio meno puntuale e autorevole. L’ultima boutade l’ha fatta contro il governo del Venezuela di Maduro, accusato nientemeno di essere coinvolto nel traffico di cocaina mondiale ma senza uno straccio di prova, anzi prendendo per buone le notizie del Wall Street Journal, non proprio una fonte “super partes”. Singolare che invece Saviano non abbia detto nulla sul Messico…

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Questo il messaggio che Roberto Saviano ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. Di solito Saviano sembra sempre molto ferrato quando si parla di criminalità organizzata in Italia, eppure quando si parla di politica si contraddistingue soprattutto per entrate a gamba tesa contro tutto ciò che di sinistra, Gramsci compreso. Questa volta è il turno del Venezuela di Maduro, paese che recentemente (ma questa notizia non deve essere arrivata all’autore di Gomorra) è stato inserito dagli Stati Uniti nella liste delle minacce alla sicurezza nazionale, peraltro scatenando le proteste di tutta l’America Latina, che invece intrattiene rapporti cordiali con Caracas. Non solo, Maduro, cosa che evidentemente sfugge a Saviano, ha vinto le elezioni democraticamente, elezioni che peraltro sono state considerate regolari dagli osservatori internazionali, dunque appare grottesco e anche un pò strano l’utilizzo della parola “regime”, che ormai secondo i cantori del mainstream serve a definire tutti i paesi che per qualche motivo non si allineano al pensiero comune, ovvero al volere di Washington. Il bello è che le accuse riportate da Saviano provengono, guarda guarda, dal Wall Street Journal, quotidiano americano che da anni prende posizione contro il Venezuela, non certo una fonte super partes visto che la Casa Bianca del socialismo chavista pensa tutto il male possibile. Mentre un paese come il Messico, che ormai è stato letteralmente infiltrato e fagocitato dai narcotrafficanti, rimane sullo sfondo, Saviano preferisce attaccare il Venezuela, ma lui stesso nel suo messaggio ammette “Se fosse vera l’accusa“, mentre invece sul Messico ci sarebbero molte cose da dire assolutamente provate. Ma Saviano ci ha abituato già in passato a un singolare risentimento che coinvolge soprattutto la cosiddetta “sinistra”, che evidentemente a lui proprio non piace perchè a parole “millanta giustizia, solidarietà e fratellanza universale“; per questo a governi come quello del Venezuela non perdona nulla, mentre invece agli Stati Uniti, che a parole sono solidali con il mondo ma nei fatti meno, perdona tutto. E così incredibilmente coglie l’occasione per entrare a gamba tesa contro il “cattivo” Maduro, perdendo ancora una volta a nostro giudizio l’occasione per tacere. Addirittura grottesche poi le parole finali: “Ovviamente i difensori del regime venezuelano parlano di complotto imperialista, magari fosse così“, altro segnale che evidentemente Saviano deve essersi perso alcuni pezzi, ad esempio il golpe del 2001 con il quale i suoi amichetti americani tentarono di defenestrare il democraticamente eletto Chavez, oppure quello del 2015 che Caracas ha recentemente annunciato di aver sventato in extremis. Infine merita una menzione il fatto che il Venezuela prima del chavismo fosse davvero il paradiso della criminalità organizzata e del narcotraffico, oltre che della corruzione. Oggi sicuramente questi problemi affliggono ancora il Venezuela ma sicuramente Saviano è troppo colto e intelligente per non sapere che senza Maduro e il socialismo bolivariano probabilmente le cose sarebbero andate ancora peggio.

Gb

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