Sciacalli su AteneTribuno del Popolo
giovedì , 23 novembre 2017
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Sciacalli su Atene

Mentre tutti aspettano il referendum del 5 luglio c’è già chi semina terrore e soprattutto sogghigna all’idea di vedere Tsipras e la Grecia cedere di fronte alla immutabilità dell’Unione Europea. Sono gli “sciacalli” che, dopo aver spolpato con i debiti Atene, ora vogliono portare via anche le pietre per un pugno di monete di rame.

In tanti aspettano di stappare lo champagne in vista del referendum del 5 luglio, consapevoli che se la paura convincerà i greci a votare “Sì” all’accettazione del piano proposto dall’Eurozona questo significherà con molta probabilità la fine del governo Tsipras e del progetto di riformare da “sinistra” questa Europa. Il Fondo Monetario Internazionale vuole liberarsi di Alexis Tsipras, l’uomo che al posto di fare i compiti a casa ha deciso di lamentarsi, facendo così sentire in imbarazzo i vari burocrati che si nascondono dietro dati, numeri, conti, l’unica cosa che hanno in mano di fronte a una realtà che parla di un paese, la Grecia, che è stato distrutto dall’austerità. Così mentre le spese militari non sono mai state tagliate in questi anni, al contrario di pensioni e stipendi, l’Eurozona ha deciso di farla finita e di mettere alla berlina Tsipras, il greco ribelle che ha osato mettere in discussione il funzionamento stesso dell’impalcatura europea. Il bello è che probabilmente la Grecia verrà fatta fallire comunque, quindi l’Eurozona potrebbe prendere ben due piccioni con una fava facendo passare Tsipras come il responsabile del crac e assicurandosi tutti i vantaggi del caso. Gli sciacalli infatti sono pronti ad avventarsi in ogni caso, che si tratti di imporre condizioni draconiane di restituzione del debito o che si tratti di arrivare e comprare tutto contando su una dracma svalutata. Non ci si può di certo permettere che un paese considerato di “serie B” come la Grecia osi mettere in discussione gli interessi di paesi come la Germania che invece traggono diretto vantaggio dalla situazione. Stando così le cose la missione dell’Eurozona più che di salvare “l’Europa” è quella di salvare questo tipo di Europa, ovvero un sistema all’interno del quale i singoli governi non possono scalfire le rendite di posizione di burocrati, banche e funzionari che possono così ricattare i singoli paesi a piacimento. Come sarebbe possibile ad esempio convincere le istituzioni europee a tassare le rendite finanziarie piuttosto che i welfare state dei singoli stati se le istituzioni europee sono espressione esattamente di quegli stessi poteri ?Per questo bene fa Tsipras a far si che a decidere sia il popolo ellenico, almeno Atene potrà impartire un’ultima lezione di democrazia ai tracotanti europeisti del Nord Europa.

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