Sciopero contro l'Austerity, è guerriglia da Torino a Roma | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Sciopero contro l’Austerity, è guerriglia da Torino a Roma

In cento città italiane gli studenti e i lavoratori sono scesi in piazza per le manifestazioni della Cgil, unendosi gli scioperi di Cobas e Cub. Scontri con la polizia a Torino, Milano e Roma. 

La tensione è salita alle stelle da Milano fino a Torino, passando per Napoli e Roma. Sono migliaia i manifestanti che hanno risposto “presente” alla mobilitazione e allo sciopero lanciato dalla Cgil in oltre cento città italiane. A Roma sono scesi letteralmente in piazza a migliaia scandendo slogan contro i tagli: “Noi la crisi non la paghiamo”, e contro la Troika e l’austerity. A differenza di quanto si potrebbe pensare c’erano anche moltissime persone pacifiche, accomunate da rabbia e risentimento nei confronti di un sistema, quello attuale, che colpisce i deboli, tagliando i servizi sociali.  Il corteo, partecipato, colorato e pacifico, a un certo punto sul Lungotevere è stato contrassegnato da gravi scontri con le forze dell’ordine, che hanno caricato gli studenti con forza inusitata, disperdendoli nelle viuzze laterali.I manifestanti prima di essere caricati si sono chiusi a “testuggine” con scudi di gommapiuma e caschi, poi il lancio di oggetti e la carica. Per disperdere il corteo lanciati anche lacrimogeni. Divelti molti piccoli cassonetti di ghisa usati contro le forze dell’ordine.  A quel punto la polizia è avanzata con i blindati mentre gli studenti e i manifestanti sono arretrati fiino alla Sinagoga. Al corteo erano presenti molti studenti minorenni che, in lacrime, hanno cercato di mettersi in salvo.

Anche a Torino ci sono stati scontri e i manifestanti hanno occupato il Palazzo della Provincia, ma anche a Milano ci sono stati tafferugli tra forze dell’ordine e manifestanti con un bilancio finale di cinque agenti feriti.  A Brescia tre giovani arrestati per avere incendiato copertoni, a Bologna blitz in una sede della Cisl. Ad Ancona e Firenze uova e vernice contro Bankitalia, a Napoli occupati i binari della stazione. A Genova bloccati il varco per l’accesso ai traghetti al porto e la sopraelevata. Insomma il bilancio al termine di una intensa giornata di guerriglia è molto grave, e testimonia ancora una volta come il dissenso, in Italia, venga ormai trattato sempre e comunque come una questione di ordine pubblico. Gli scontri però non devono oscurare l’ottima riuscita e partecipazione degli scioperi in tutta Italia e in tutta Europa, una mobilitazione enorme contro le politiche di austerity della Troika, che continua ad andare avanti sulla sua strada senza fermarsi di fronte a nulla. A Roma negli autobus, nelle vie, è la gente comune a mormorare solidarietà ai ragazzi picchiati dalla polizia, la testimonianza di una rabbia crescente che rischia di aggravarsi.

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