Scontri e barricate a Istanbul, è la Primavera Turca?Tribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Scontri e barricate a Istanbul, è la Primavera Turca?

Migliaia di manifestanti hanno invaso le strade di Istanbul e delle principali città turche per protestare inizialmente contro la speculazione edilizia che ha sancito la fine del polmone verde della città. La dura reazione della polizia, con cariche e lacrimogeni, ha però acceso la protesta contro Erdogan in tutto il Paese. 

Photo Credit, .(AFP Photo / Bulent Kilic)

Turchia in fiamme. In molti iniziano a parlare di “Primavera Turca”, e forse non del tutto a torto visto che nel centro di Istanbul siamo giunti al secondo giorno di scontri con la polizia e di protesta contro la distruzione del parco Gezi, nella centralissima piazza Taksim. Tutto è cominciato da lì, tanto per far capire è come se a Berlino si decidesse di cancellare con un tratto di penna Teargarden, o a Londra l’Hyde Park. Una speculazione edilizia che rischia di far sparire lo storico parco della città turca a metà tra Asia ed Europa, un parco amatissimo dai cittadini che hanno sempre trovato all’ombra degli alberi del parco Gezi quella tranquillità che spesso manca nelle affollate artiere di Istanbul. Erdogan però è stato chiaro, le ruspe non si fermeranno e andranno avanti fino in fondo per garantire la costruzione di un centro commerciale e di una nuova moschea. I cittadini però questa volta non hanno voluto rimanere in silenzio e hanno colto l’occasione per radunarsi a migliaia, provocando così la durissima reazione della polizia turca, che è intervenuta coi gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Sono moltissimi i cittadini rimasti feriti negli scontri, e tra loro anche una turista  egiziana che ha subito un intervento chirurgico per un’emorragia cerebrale. Sarebbero decine inoltre le persone che hanno riportato la frattura di un arto negli scontri, e centinaia quelli che sono stati portati al pronto soccorso per aver inalato i gas lacrimogeni, penetrati anche dentro la metropolitana. I manifestanti hanno risposto all’inusitata violenza della polizia con un fitto lancio di pietre e altri oggetti, e le forze dell’ordine hanno reagito arrestando una sessantina di persone. 

Dopo gli scontri Amnesty International ha denunciato l’uso eccessivo della forza da parte della polizia e ha affermato che l’utilizzo di gas lacrimogeni contro manifestanti pacifici in uno spazio ridotto dove possono comportare un serio rischio per la salute è inaccettabile e viola gli standard internazionali dei diritti umani, deve essere fermato immediatamente“. Il direttore per l’Europa di Amnesty John Dalhuisen, secondo il quotidiano Hurriyet online, ha avvertito che l’uso della violenza da parte dela polizia a questi livelli appare volto a negare il diritto di protesta pacifica e a scoraggiare altre persone dal parteciparvi“. Anche il capo dell’opposizione turca, Kemal Kilicdaroglu, si è schierato apertamente con i manifestanti, chiedendo al premier Erdogan di ritirare le forze di polizia, ma finora il suo appello è rimasto inascoltato. Nella notte però centinaia di manifestanti con le bandiere turche hanno nuovamente sfidato la polizia attraversando il ponte sul Bosforo esibendo lattine di birra in bella vista, una vera e propria sfida al partito filo-islamico al potere di Erdogan (Akp). Proprio Erdogan è inoltre accusato di essere un uomo troppo ambizioso che vorrebbe riportare la Turchia ai fasti dell’Impero Ottomano con una politica estera spregiudicata. I manifestanti non ne possono più delle sue provocazioni belliche al confine con la Siria, e lo accusano di voler introdurre un revival culturale Ottomano. Recentemente proprio in Turchia le autorità hanno assistito con preoccupazione alle proteste anti governative del giorno del Primo Maggio, con la polizia che si era scontrata con migliaia di dimostranti a Istanbul.

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