Scontri tra Armenia e Azerbajan: è l'accerchiamento della Russia?Tribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Scontri tra Armenia e Azerbajan: è l’accerchiamento della Russia?

Scontri tra Armenia e Azerbajan: è l’accerchiamento della Russia?

Sono esplosi duri scontri di confine tra Armenia e Azerbajan, segnale che anche quella regione si sta infiammando. Si tratta dell’accerchiamento della Russia fortemente voluto da Zbigniew Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Carter?

Zbigniew Brzezinski è un vecchio conoscitore delle relazioni internazionali e della geopolitica e ha passato gran parte della sua vita a escogitare tattiche strategie per isolare e colpire l’allora Unione Sovietica. Oggi l’Urss non esiste più, ma nella sostanza l’impegno dei consiglieri di sicurezza americani è rimasto lo stesso: escogitare tattiche e strategie per isolare e accerchiare la Russia, ancor più che oggi con Vladimir Putin sta tornando, anche senza comunismo, a opporsi all’imperialismo a stelle e strisce. Tutti sanno quello che è successo e sta succedendo in Ucraina, dove ci sono già state migliaia di morti e decine di migliaia di persone che scappano dalla guerra, e in molti infatti ci hanno visto una semplice applicazione da parte dell’Occidente dei piani che furono di Brzezinski, lo stesso che nel 1997 predisse che Kiev sarebbe stata una seria candidata all’adesione Ue e alla Nato tra il 2005 e il 2015. Non solo, predisse anche che dal 2010 l’Ucraina potesse collegarsi anche con Francia, Germania e Polonia creando così un nucleo critico della sicurezza futura dell’Europa, fornendo una sorta di appoggio orientale alla politica atlantista  (Brzezinski, La Grande Scacchiera e Foreign Affairs settembre-ottobre 1997). Brzezinski però si spinse ancora oltre arrivando a sostenere che l’Ucraina non avrebbe alcuna possibilità di mettere in campo una politica poliedrica che guardi sia a Oriente che a Occidente. Secondo l’ex consigliere insomma Kiev avrebbe di fronte una scelta netta: o la Nato o la Russia, e in caso di scelta dell’Occidente sarebbe dovuta diventare “parte integrante della comunità euro-atlantica(Brzezinski, Il ruolo critico dell’Ucraina nello spazio post-sovietico, Politics and the Times 1997). Insomma l’Ucraina non avrebbe potuto aspettarsi alcun aiuto strategico dagli Stati Uniti senza prima essersi allontanata da Mosca, dal momento che Washington e Mosca sono due inevitabili avversari dal punto di vista geopolitico. Ecco quindi che alla luce di questo si può leggere in modo chiaro il piano degli Usa nei confronti dell’Ucraina, ovvero trasformare Kiev in uno dei cinque “perni geopolitici” teorizzati da Brzezinski (gli altri sono Azerbaijan, Corea del Sud, Turchia e Iran). Insomma l’Ucraina sarebbe un punto chiave in quanto permette di controllare l’accesso della Russia a ovest e sud, fornendo da scudo esterno per l’Europa centrale. Del resto, sempre nel 1997, era stato concluso un partnerariato tra Kiev e la Nato: “‘Il ruolo positivo della NATO nel mantenimento della pace e della stabilità in Europa, e nel promuovere maggiore fiducia e trasparenza nell’area euro-atlantica, nell’apertura alla cooperazione con le nuove democrazie dell’Europa centrale e orientale, di cui è parte inseparabile l’Ucraina”. Il 1997 è stato un anno chiave del resto dal momento che l’Ucraina ha creato la libera alleanza dei quattro Stati con Georgia, Moldavia e Azerbajan. Questa Alleanza verteva sul controllo del petrolio, prodotto a Baku, in Azerbajan, e poi spostato attraverso la Georgia proprio per arrivare in Ucraina e Moldavia. Insomma, l’Ucraina è uno dei quattro perni geopolitici dell’area proprio al pari dell’Azerbajan, e non può essere casuale che proprio nelle scorse ore si siano verificati scontri tra Armenia e Azerbajan proprio nei pressi della provincia separatista del Nagorno Karabakh. Proprio ieri infatti il governo di Baku ha dichiarato d’aver subito perdite umane in un conflitto a fuoco che ha avuto luogo nella notte con soldati dell’Armenia, e questo incidente potrebbe portare a una escalation militare proprio a un passo dalla Russia, esattamente come in Ucraina. La regione del Nagorno-Karabakh è contesa da almeno vent’anni tra Baku e Ierevan, e la sensazione è che qualcuno potrebbe tentare di approfittare di questo conflitto di confine per portare l’instabilità anche in quest’area, con il chiaro risultato di mettere ulteriormente in difficoltà Mosca.

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