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giovedì , 19 gennaio 2017
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Scozia. L’indipendenza da Londra diventa una realtà possibile

Scozia. L’indipendenza da Londra diventa una realtà possibile

Secondo l’ultimo sondaggio a meno di due settimane dal referendum del 18 settembre, i “sì” per la secessione dalla Gran Bretagna della Scozia sarebbero per la prima volta in vantaggio dopo aver recuperato uno svantaggio che sembrava incolmabile. 

Un sondaggio di YouGov per Sunday Times ha acceso il campanello d’allarme per i cittadini contrari alla secessione della Scozia dalla Gran Bretagna dal momento che ha fotografato un clamoroso sorpasso dei secessionisti con il 51% contro il 49% di coloro che vogliono difendere il legame con Londra. L’indipendenza della Scozia dunque non è più un miraggio e ora gli unionisti, a meno di due settimane dal clamoroso referendum, hanno seriamente paura. Chiaramente la notizia del clamoroso anche se virtuale sorpasso ha lasciato di stucco tutti i quotidiani britannici che hanno messo il sondaggio in apertura. Si tratta di un sorpasso clamoroso dal momento che gli unionisti erano in netto vantaggio, e chiaramente i separatisti hanno preso la notizia con entusiasmo: “Ho sempre pensato che potessimo vincere, i sondaggi sono molto incoraggianti“, ha dichiarato il primo ministro Alex Salmond, capo del governo scozzese. In Scozia diversi testimoni parlano di coda per registrarsi nelle liste elettorali, e in molti pensano che il 18 settembre la Scozia per la prima volta  dopo 300 anni dividerà il suo destino da quello di Londra. Solo nell’ultimo mese secondo YouGov i secessionisti avrebbero guadagnato più di dieci punti percentuali, e infatti sarebbe tra gli elettori laburisti che si starebbe assistendo a una vera e propria svolta, con i favorevoli all’indipendenza che sono passati in poche settimane dal 18% a oltre il 30%. A Londra invece nicchiano e continuano a prendere tempo in vista del 18 settembre, con David Cameron che ha assicurato di non dimettersi anche in caso di sconfitta.In molti accusano il primo ministro britannico di aver dato troppo per scontato la vittoria del “no” e di non aver nemmeno preparato un piano b nel caso alla fine la Scozia decidesse sul serio di continuare per la sua strada. Intanto però se la Scozia dovesse seriamente decidere di farla finita con Londra ci saranno sul tavolo diverse situazioni da chiarire, a cominciare da quella dei sottomarini nucleari britannici in Scozia e delle basi militari presenti in territorio scozzese.

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