Scozia. Non è finita col referendum la lotta per l'indipendenzaTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Scozia. Non è finita col referendum la lotta per l’indipendenza

Dopo la delusione della sconfitta elettorale tornano alla carica gli indipendentisti in Scozia. Migliaia di attivisti hanno infatti deciso di continuare la loro lotta con una nuova campagna chiamata “Il 45%”, con un chiaro riferimento al risultato conseguito dagli scozzesi favorevoli all’indipendenza dal Regno Unito, battuti dagli unionisti con il 55,3%. 

Photo Credit : (Reuters/Dylan Martinez)

Sono migliaia gli scozzesi che si sono dedicati anima e corpo al referendum per l’indipendenza della Scozia e che, pur accettandone il risultato per loro negativo, hanno deciso di continuare la lotta organizzando una nuova campagna chiamata “il 45%”, ovvero il risultato degli indipendentisti. Pur effettuando un gran recupero infatti, i “si” all’indipendenza non sono riusciti a conseguire la vittoria anche se sono comunque riusciti a mobilitare migliaia di attivisti, soprattutto sui social network, dove gli utenti sono stati letteralmente conquistati. Moltissimi gli hashtag che hanno avuto fortuna su Twitter come #the45 e  #wearethe45, frutto del tentativo degli organizzatori di mantenere la voglia di indipendenza come punto dell’agenda politica. Insomma si vuole tentare di interpretare il 45%  della sconfitta al referendum come piattaforma di partenza per convincere gli altri scozzesi, anche se si parla ovviamente di una scommessa molto difficile dal momento che per molti anni non si potrà sentire parlare di indipendenza dopo l’esito del referendum. L’obiettivo comunque, simile a un sogno, è quello di fissare un nuovo referendum per il marzo 2020, un obiettivo difficile ma che i pasdaran dell’indipendenza vogliono davvero provare a conseguire.  Intanto il premier britannico David Cameron ha ospitato un summit per cominciare a discutere delle maggiori autonomie promesse alla Scozia, ma senza ovviamente concedere agli scozzesi la possibilità di influenzare le leggi britanniche. Cameron nel tentativo di scongiurare la vittoria dell’indipendenza aveva promesso più poteri al parlamento scozzese, e nel farlo si era scontrato con i membri del suo stesso partito che hanno contestato la sua apertura.

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