Scozia. Oggi si può fare la storiaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Scozia. Oggi si può fare la storia

Da questa mattina sono stati aperti i seggi in Scozia per permettere l’inizio del referendum sull’indipendenza da Londra. La tensione è tanta soprattutto perchè l’esito è incerto e perchè un eventuale “si” secondo gli esperti rischierebbe di creare un precedente che potrebbe venire imitato anche da altri movimenti indipendentisti, non ultimo quello della Catalogna. 

Indipendenza sì o no? Questa sarà la domanda cui sono chiamati a rispondere circa quattro milioni di cittadini scozzesi che, da questa mattina alle 8,00 sono stati chiamati a decidere se rimanere nel Regno Unito o imboccare la strada dell’indipendenza della Scozia. Questa notte cominceranno ad affluire le prime notizie sull’esito del referendum, un esito finora incertissimo con i sondaggi che danno avanti il “no” di pochi punti percentuali. Molto probabilmente saranno gli indecisi a spostare l’ago della bilancia considerato che sono tra l’8% e il 14%. Tutti cercano di spostarli per la giacchetta di qua o di là, ben consapevoli che la Scozia oggi si gioca il suo futuro. Scatenato è Alex Salmond, il campione dell’indipendenza e leader dell’Snp, il quale ha pensato di scrivere una lettera aperta a tutti gli scozzesi dal nome “Let’s do it”: “Il futuro della Scozia, del nostro paese, è nelle nostre mani“. E in effetti sarà comunque un momento straordinario per la Scozia dal momento che circa il 97% dell’elettorato si è registrato al voto, un vero e proprio record che in ogni caso scriverà la storia del Paese. Dall’altra parte l’ex primo ministro laburista Brown faceva invece leva sulla paura, evocando lo spettro del default in caso di secessione, e spesso la paura è proprio il motore più importante per bloccare cambiamenti imminenti. Quello che nessuno dice è che se dovesse vincere il “sì” ci sarebbero possibili ripercussioni anche a Bruxelles, in Europa, anche perchè l’indipendenza della Scozia comporterebbe tutta una serie di problemi giuridici e politici riguardo allo status del nuovo Stato nell’Ue. Per entrare nell’Ue ci vorrebbe sostanzialmente l’unanimità dei paesi membri, ma è chiaro che la Spagna voterebbe contro per evitare che l’incendio secessionista prenda piede anche in Catalogna. I catalani da sempre vogliono l’indipendenza da Madrid, ma il governo spagnolo non ne vuole sapere, e al momento del voto anche altri paesi come la Slovacchia e la Romania potrebbero votare contro per paura che le minoranze linguistiche presenti, ad esempio quelle ungheresi, possano prendere esempio. Anche Cipro potrebbe votare no essendo ancora divisa in due dall’occupazione turca, e di conseguenza anche la Grecia. In ogni caso questa notte finalmente si saprà se la Scozia sarà un paese indipendente o no.

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