Scozia. Quella indipendenza che spaventa a morte la ReginaTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Scozia. Quella indipendenza che spaventa a morte la Regina

 Si avvicina la fatidica data del 18 settembre quando la Scozia voterà sulla propria Indipendenza. Ora il “Sì” rischia di vincere a Londra si accorgono che il rischio di perdere per sempre la Scozia è reale. Se la Scozia diventerà indipendente, la Gran Bretagna dovrà cambiare nome e l’Inghilterra potrebbe affrontare un terremoto politico senza precedenti. Si avvicina la “fine dell’Impero”. 

Era il 1707 quando venne stipulato il cosiddetto “Atto di Unione”, ovvero quando la Gran Bretagna divenne ufficialmente composto dai territori di Inghilterra e Scozia. Sono oltre trecento anni dunque che Inghilterra e Scozia hanno legato il proprio destino, ma ora le cose potrebbero finalmente cambiare il 18 settembre, quando i cittadini scozzesi verranno chiamati a votare “si” o “no” all’indipendenza. Il 18 settembre sarà una data ricordata a lungo, una data storica dal momento che la Scozia potrà diventare indipendente costringendo così la Gran Bretagna a cambiare nome. Inizialmente a Londra avevano quasi snobbato il referendum, ma i recenti sondaggi pubblicati che hanno visto un ribaltamento clamoroso con i “Sì” dati per la prima volta in vantaggio, hanno cominciato a turbare i sonni di Cameron e della Regina. Inoltre la regina dovrà cambiare titolo e lo stesso Cameron potrebbe anche pensare di dimettersi dopo la possibile secessione scozzese lasciando magari il posto all’attuale sindaco di Londra, Boris Johnson. Ma ci sarebbero anche importanti conseguenze per il futuro dell’Inghilterra che si troverebbe quindi con il 30% di territorio in meno e con l’8% di popolazione in meno, nonchè 150 miliardi in meno. Secondo alcuni calcoli inoltre la secessione scozzese potrebbe svalutare l’economia inglese di circa il 10% e abbassare notevolmente gli stipendi. E qui subentra il punto focale: Le pressioni che vengono esercitate per il “No” in Scozia sono fortissime in quanto in caso di secessione la Scozia diventerebbe un interessantissimo banco di prova per verificare le capacità di tenuta di una economia che “esce” da un sistema. Gli indipendentisti del resto valutano che dopo la secessione gli stipendi medi scozzesi aumenterebbero. Per non parlare del nodo delle risorse energetiche con la Scozia che conta di mantenere quasi tutti i pozzi del Mare del Nord danneggiando in questo modo in modo significativo l’economia dell’Inghilterra con un possibile aumento del deficit del Pil del 3%. Al contrario, gli indipendentisti sono convinti di mantenersi con il petrolio che renderebbe 57 miliardi di entrate fiscali fino al 2018. Infine la secessione della Scozia sancirebbe anche la sconfitta politica del labour che proprio in Scozia aveva un consistente e decisivo blocco di voti.

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/zheem/5044487768/”>zheem</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

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