“Scrivere la città”. Libri che raccontano due realtà del mezzogiorno d'ItaliaTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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“Scrivere la città”. Libri che raccontano due realtà del mezzogiorno d’Italia

“Scrivere la città” è stato un incontro che ha dato spazio a racconti riguardanti le città, mischiando l’arte e la scrittura. Sono stati presentati i libri di Cyop e Kaf e di Lou Palanca; Napoli e Catanzaro.

Fonte: Oltremedianews

Nel corso di Logos, Festa della parola, il festival di editoria indipendente tenutosi a Roma dal 10 al 13 ottobre, sono stati tanti gli appuntamenti e i temi affrontati, tra questi “Scrivere la città”, presentato da Lorusso Editore, ha visto come suoi ospiti Cyop e Kaf e Lou Palanca.

Un incontro tra narrativa, giornalismo e intervento sociale, reportage, romanzi e oggetti narrativi si ibridano e la scrittura si pone in rapporto con i territori, i quartieri, le città, i luoghi di vita e di lavoro, per descriverli, viverli e attraversarli.

I primi hanno presentato il libro “Quore Spinato”, e fanno parte della redazione di Napoli Monitor, rivista cartacea bimestrale con sede nei Quartieri Spagnoli che dopo circa 8 anni di attività è riuscita a raccontare Napoli attraverso gli occhi degli stessi abitanti.

Il libro stesso è una narrazione basata sulla parola partendo dalle storie di vita raccontate dagli abitanti. Un aspetto nuovo del racconto, che si differenzia da chi, troppo spesso, pensa di calare dall’alto il racconto riguardante sensazioni e sentimenti su situazioni che non vive.

Il libro contiene circa 300 foto degli altrettanti disegni eseguiti da Cyop e Kaf; “Ho dipinto (e continuerò a farlo) per tre anni consecutivi per le strade dei Quartieri Spagnoli. Aggredendo da ogni confine: Corso Vittorio Emanuele, Pignasecca, Chiaia, restando imbrigliato nelle maglie fitte della scacchiera pensata a suo tempo per le truppe spagnole, il cuore inesplorato e temuto perché vestito di una corazza di cliché. L’ho fatto di giorno, cominciando da quegli edifici che – distrutti dal terremoto e mai restaurati – sono considerati da tutti terra di nessuno; e quando il primo passante, vedendomi operare (è chirurgia la pittura, l’ho già scritto), si è fatto avanti e mi ha chiesto di dipingere anche la porta del suo basso, inconsapevolmente ha messo in moto una reazione a catena che, come la biglia di un flipper mi ha catapultato da un muro all’altro, di basso in basso, garage dopo garage, per soddisfare le richieste di quanti (tanti, troppi per le mie sole forze) mi chiedevano un dipinto anche per loro” afferma uno dei due disegnatori.

I bassi sono i tipici appartamenti napoletani posti a piano terra con l’accesso diretto sulla strada, di solito molto piccoli. Gli stessi che sono presenti nella “periferia del centro”, così Cyop e Kaf definiscono i Quartieri Spagnoli.

I disegni hanno ispirato un’auto narrazione grazie alle voci di chi ha raccontato. Il libro contiene una mappa che accompagna il lettore nella ricerca fisica di tutti i disegni tra i vicoli di Napoli.

L’approccio degli abitanti è stato il più vario. In generale c’è stata una grossa disponibilità emotiva, lasciando la libera interpretazione del disegno. Un lavoro di 3 anni con frequentazioni quotidiane vivendo il quartiere. Tutto ciò ha sancito un incontro bellissimo tra giornalismo ed arte, tra scrittura e disegno. Il giornalismo muta, ed a raccontare sono i cittadini e quindi chi quotidianamente vive determinate situazioni o problematiche.

La seconda presentazione è stata quella di Lou Palanca, del libro “Blocco 52”. Lou Palanca è un collettivo di scrittori composto da catanzaresi e un reggino. Uno degli autori racconta cosa ha spinto il collettivo a scrivere questo libro. Un evento che avrebbe dovuto sconvolgere e segnare a vita la città di Catanzaro; la morte di Luigi Silipo. Il primo omicidio dopo 26 anni in una terra, purtroppo, intrisa di n’drangheta. Avrebbe, perché tale evento né ha sconvolto né ha segnato la città. Una città intesa come provincia o come luoghi di lavoro o situazioni diverse.
Dietro c’è un lavoro di documentazione che va al di la delle singole penne, è stato un lavoro davvero di gruppo, di collettivo.

La sera del primo aprile 1965, al termine di una cena tra vertici sindacali fra i vicoli del centro storico di Catanzaro, viene ucciso Luigi Silipo, sindacalista dei braccianti ed esponente di rilievo del Partico comunista italiano. Dopo una prima ondata di partecipazione e interesse, l’accaduto viene progressivamente dimenticato, sepolto fra oblii e reticenze, fino a scomparire dalla memoria collettiva. Una memori evanescente.

Un omicidio irrisolto. Le indagini vengono segnate da varie piste: politica, mafiosa, familiare, fino a giungere a quella cecoslovacca.

Proprio in quegli anni una serie di cambiamenti colpisce Catanzaro. Cambia l’assetto urbanistico della città, viene costruito il ponte di Morandi e sotto viene scavata la galleria di Sanzinato. Si è cercato di ricostruire gli avvenimenti anche per capire le trasformazioni che hanno attraversato il capoluogo calabrese.

Blocco 52 è il luogo del cimitero in cui è seppellito Luigi Silipo. Insieme a lui è stato “seppellito” anche il fascicolo processuale, afferma Lou Palanca, e quindi la ricostruzione è stata difficile ed è stata fatta grazie alle testimonianze di chi allora era un giovane militante. Dopo tanto tempo, le ricostruzioni non sono state molto lineari, ognuno ha dato la propria.

Una città in cui si festeggiano i 60 anni di Massimo Palanca,ex calciatore che ha raggiunto l’apice della sua carriera proprio con il Catanzaro, ma dove non si ricorda un omicidio che ha segnato la fine di una tregua durata 26 anni.

Il lavoro del collettivo è intento a restituire una memoria storica, iniziando ad indagare sulle ragioni della morte, e finendo, invece, ad indagare sulle ragioni della vita di Luigi Silipo. Un uomo sempre dalla parte dei lavoratori e dei più deboli, in una città, all’epoca, segnata dalla preminenza della Democrazia Cristiana.

Un bellissimo incontro con testimonianze di chi vive e ha vissuto le situazioni raccontate in un libro.

 Nicola Gesualdo

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