Se a Pompei crolla il Teatro...Tribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Se a Pompei crolla il Teatro…

Sabato nuovo crollo, questa volta è il Teatro Piccolo a sbriciolarsi. Con i pezzi di muro del teatro si stacca – e si perde – un’altra parte di Umanità.

Fonte: Oltremedianews

Bella sorpresa, quella di sabato mattina, per i custodi del sito Unesco che effettuavano i soliti sopralluoghi: parti di Odeionsi erano staccate, probabilmente durante la notte.

L’Odeion in questione è conosciuto anche con il nome di Teatro Piccolo e si trova sulla via Stabiana, nel sito archeologico di Pompei. Pur non considerato una struttura a rischio, veniva ugualmente inserito nel piano di riqualificazione che avrebbe interessato l’area del Teatro Grande, il quale fa parte del più grande e generale programma di restauro del sito Unesco, il“Grande Progetto”, a cui si sta lavorando grazie ai 105 milioni di euro stanziati dall’Unione Europea.

Subito sul posto compaiono le autorità: in primis il Ministro dei Beni culturali Bray, accompagnato dall’archeologoErnesto De Carolis, resposabile del Centro ricerca applicata, che sostituisce il direttore degli scavi, Grete Stefani, al momento in ferie – mentre i tecnici della Soprintendenza effettuano i dovuti sopralluoghi.

Altrettanto immediatamente scoppiano le polemiche del caso: ancora un crollo, ancora tempo sprecato in un’interminabile trafila burocratica per poter finalmente utilizzare i soldi volti al restauro, ancora una tragedia sfiorata.

Antonio Irlando, presidente dell’Osservatorio patrimonio culturale, afferma che tali crolli fanno ancora scalpore solo perchè si tratta di edifici famosi, “per questo hanno avuto l’onore della cronaca e le fonti ufficiali ne hanno confermato l’accaduto. Ma,quotidianamente intanto non si da’ notizia nemmeno ufficiosa di decine di crolli di centinaia di pietre anonime e nemmeno di pezzi di intonaco colorato e decorato che si schiantano al suolo polverizzandosi inesorabilmente. Ogni giorno il sito visitato ogni anno da 2 mln di turisti perde un pezzo importante del suo ‘corpo’ ed in particolare della ‘pelle’ composta da tanti preziosi elementi decorativi, dalle pitture ai mosaici. Ha ragione l’Unesco a richiamare l’Italia per come si conserva male Pompei. Solo per ragioni fortunose le pietre crollate oggi non hanno recato seri danni ai turisti che ogni giorno a migliaia transitano sotto il muro esterno dell’Odeion”. (forte: Adnkronos)

Quello che mi chiedo è: siamo certi che il non aver arrecato danni a persone sia una fortuna? Se è davvero l’unico modo per velocizzare il restauro di un sito tanto importante per l’umanità – sito che stiamo perdendo tesserina di mosaico dopo tesserina di mosaico, parte di affresco dopo parte di affresco – non sarebbe meglio auspicarsi un lieve danno, che so, a un turista? O l’avvento di un Martire per Pompei, un cittadino della nostra nazione che si ergesse a paladino dei reperti, facendo in modo di essere volontariamente colpito da un pezzo di muro in caduta libera?

Niente di grave, una menomazione lieve, un bernoccolo, un graffietto -  quanto basta per poter dare una svolta alla burocrazia e ai lavori.

Per ora comunque il Teatro non è stato chiuso, la zona resta transennata ma aperta ai turisti .
Siamo ancora in tempo.

Giorgia Pratesi

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