Se il nemico è l'Isis chi lo finanzia?Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Se il nemico è l’Isis chi lo finanzia?

Sembra esserci lo Stato Islamico dietro gli attacchi di #Parigi. Eppure lo Stato Islamico esiste da anni in quanto riceve finanziamenti e appoggi altrimenti forse non riuscirebbe a rimanere in piedi. E allora per sconfiggere davvero l’Isis bisognerebbe chiedersi quale sia il suo retroterra, quale sia la sua origine, chi siano i loro finanziatori..

Dopo gli attentati di Parigi se ne sono lette di ogni. In molti hanno parlato di un attentato, quello del #Bataclan e de L’Estade de France, preparato dall’esterno e condotto sul territorio con gli appoggi interni. Di conseguenza questo vuol dire che l’attacco sarebbe stato organizzato e congegnato nello Stato Islamico tra Siria e Iraq. Ora tutti sappiamo che lo Stato Islamico è nato negli ultimi due o tre anni, per la verità nell’arco dell’estate 2014 quando la misteriosa fuga dell’esercito iracheno ha consegnato caserme e territorio alle truppe del sedicente Califfo Nero. Nei mesi successivi lo Stato islamico si è rafforzato e lo ha fatto perchè non ha incontrato nessuna reale opposizione, anzi. Ora che lo Stato islamico si rende responsabile di tali abominii anche nel cuore dell’Europa come non interrogarsi su chi continui a supportare e finanziare lo Stato Islamico? Esistono evidentemente dei paesi che hanno un atteggiamento ambiguo nei confronti del secredente Daesh, che poi lo facciano per motivi di realpolitik o per altro non importa. Ad esempio chi continua a comprare il petrolio estratto dai territori sotto controllo del Daesh?

Come ricorda “Il Post” con un articolo che si intitola “Chi c’è dietro lo Stato Islamico” risalente al 24 settembre 2014, e quindi a più di un anno fa, “Da diverso tempo alcuni benefattori e cittadini comuni dei paesi arabi sunniti del Golfo Persico – tra cui Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait – finanziano i gruppi che combattono contro il regime sciita di Bashar al Assad, alcuni dei quali estremisti e considerati “terroristi” dai paesi occidentali”. E’ dunque questa la reale domanda che bisognerebbe porsi, come mai paesi come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita etc. continuano a chiudere gli occhi sui privati che inviano finanziamenti ai combattenti islamici? Come mai nessuno parla del ruolo perlomeno ambiguo avuto da questi paesi nell’ambito delle torbide Primavere Arabe? 

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