Sel nella bufera per 80 euroTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Sel nella bufera per gli “80 euro”

Potrebbe essere arrivato il momento della scissione o per l’implosione all’interno di Sel. Dopo una riunione fiume si è certificata la spaccatura nel partito sul tema del sì o no al decreto Irpef del governo Renzi (tra cui i famosi 80 euro). Alla fine hanno prevalso il sì dei vendoliani per 17 a 15, ma è chiaro che la tenuta stessa del partito è a rischio.

Sinistra e Libertà nella bufera per 80 euro. Stiamo parlando degli ormai famosi 80 euro promessi da Renzi in caso di vittoria alle Europee agli italiani. Ed è proprio la vittoria bulgara del Pd ad aver fatto cominciare le prime crepe all’interno di Sel, e a nulla è valso l’aver preso il 4% con la Lista Tsipras dal momento che Barbara Spinelli si è rimangiata la parola data e non ha ritirato la sua candidatura togliendo così il posto a Furfaro di Sel. Che il partito fosse diviso al suo interno tra un’anima che spinge verso il Pd e un’altra che vorrebbe prenderne le distanze era risaputo, ora dopo la riunione di ieri notte, è arrivata anche formalmente la votazione che certifica la spaccatura all’interno di Sel. Si è votato sul sì o no al decreto Irpef di Renzi, e alla fine hanno vinto i voti favorevoli per 17 a 15, certificando un’implosione interna irreversibile e che ha radici lontane, nella formazione stessa del partito. Gongola Gennaro Migliore, uno di quelli che era in Rifondazione con Vendola e Bertinotti, che vede la sua linea premiata rispetto al coordinatore nazionale Nicola Fratoianni, che invece avrebbe preferito la rottura. Insomma uno scontro frontale che rischia di travolgere il partito, basti pensare che ieri un deputato eletto con Sel, Michele Ragosta, ha abbandonato il partito per trasferirsi nel Pd di Renzi. Insomma Sel voterà sì al decreto Renzi compiendo fin in fondo la sua scelta di diventare organico al Pd, ma ancora non si sa che cosa faranno quelli che sono contrari al decreto, che si sono riuniti per decidere se insistere e formalizzare la scissione o trovare un modo per salvare il salvabile e quel che resta del partito. Vendola del resto si arrampica sugli specchi e cerca di spiegare che il sì al decreto Irpef non sarebbe un tentativo per avvicinarsi al governo, dal momento che sembra ormai chiaro che Sinistra e Libertà, almeno come lo si conosceva prima, non esiste più.

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