Senato. Clima rovente in Aula sulle riforme costituzionaliTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Senato. Clima rovente in Aula sulle riforme costituzionali

Dopo la tensione di ieri in Aula il presidente del Senato Grasso ha ammonito i senatori protagonisti dei tumulti di ieri a Palazzo Madama. Intanto continua la protesta delle opposizioni contro le riforme della Costituzione. 

Tensione alle stelle in Senato dopo cinque giorni di dibattito sul ddl delle riforme contro la Costituzione. Ieri c’era stata bagarre in Aula e infatti nella seduta odierna il presidente Pietro Grasso ha aspramente censurato il comportamento dei senatori della Lega Nord, e non è certo la prima volta che i membri del Carroccio si rendono responsabili di ignobili teatrini, anche se in questo caso le riforme della Costituzione meriterebbero sicuramente una maggiore opposizione. Anche il Movimento Cinque Stelle ha smesso di votare gli emendamenti al disegno di legge come forma di protesta, e pure i senatori di Sel hanno abbandonato i lavori dell’aula del Senato, annunciando con una dichiarazione dei senatori guidati da Loredana De Petris, il rientro solo al momento del voto finale sul nuovo Senato. Questa volta ci sembra che il Movimento Cinque Stelle e Sel abbiano perfettamente ragione dal momento che qualcuno, il governo, vorrebbe cambiare la Costituzione in fretta e furia, senza nemmeno perdere tempo in dibattiti e confronti. Addirittura il Movimento Cinque Stelle e Sel potrebbero anche pensare di organizzare una manifestazione di protesta, ma è ovvio che Renzi e soci andranno avanti comunque come treni. Intanto il nervosismo in Senato permane alto dal momento che ieri il governo è stato battuto, con voto segreto, su un emendamento della riforma controcostituzionale. Inoltre grazie a ben 40 franchi tiratori che si sono sommati ad altrettanti dissidenti della maggioranza, è passata anche una proposta di modifica della Lega che lascia al Senato il potere di parola su temi eticamente sensibili. Ma il fronte del Pd non è così compatto, Pippo Civati infatti di fronte alla minaccia di una rottura con Sel ha fatto sapere che questa eventualità potrebbe incrinare i suoi rapporti col partito: “Se il Pd pensasse a una scelta strategica in cui via Vendola e dentro Alfano, Verdini, Cicchitto, beh io vado in difficoltà“.

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