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giovedì , 19 gennaio 2017
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Senkaku. Aumenta la tensione tra Giappone e Cina

Mille pescherecci cinesi arriveranno questa sera nelle acque delle isole Senkaku, contese tra Tokyo e Pechino. Il rischio di una escalation è sempre più concreto.

Sono un migliaio i pescherecci cinesi che sono attesi questa sera  nelle acque territoriali delle isole Senkaku, isole disabitate controllate dal Giappone e rivendicate dalla Cina. Gli Stati Uniti hanno spinto per una soluzione pacifica e non hanno, almeno per il momento, preso posizione sulle isole contese. Ad affermarlo il segretario della Difesa  Leon Panetta, che in una conferenza stampa congiunta col collega giapponese, Satoshi Morimoto, ha spiegato che, pur tenendo fermi “gli obblighi sul trattato di Sicurezza” Washington-Tokyo, in forza del quale gli Usa sono tenuti a difendere l’alleato se aggredito, la via da seguire è la “soluzione pacifica” sulle isole contese. Secondo Pechino le attività di pattugliamento marino effettuate nei giorni scorsi nelle acque delle isole Diaoyu, come vengono chiamate le Senkaku contese con il Giappone, sono state un successo. Lo ha confermato un funzionario della China Marine Surveillance, secondo quanto ha riferito l’agenzia Nuova Cina. “Il rafforzamento della legge e le attività di pattugliamento marino cinesi”, ha detto Xiao Huiwu, vice capo del comando della CMS , “hanno dimostrato la giurisdizione della Cina sulle isole Diaoyu e hanno avuto un ruolo importante ai fini della tutela degli interessi marittimi del paese”. Lo scorso venerdì sei pattugliatori cinesi sono arrivati nelle acque delle Diaoyu (che i giapponesi chiamano Senkaku) per poi però allontanarsi alcune ore dopo. Secondo Xiao, la CMS intensificherà i propri controlli e le proprie attività in prossimità delle isole sempre per riaffermare la sovranità cinese e per porre fine alle violazioni. Durante il pattugliamento di venerdì scorso le navi cinesi sono arrivate fino a 1,55 miglia marine di distanza dalle Diaoyu. Il Giappone continua a fare pressioni sulla Cina perché prenda misure capaci di frenare le violenze contro cittadini e aziende nipponici ancora nel mirino delle proteste di massa, in uno scenario che preoccupa il segretario alla Difesa Usa, Leon Panetta, visto che le dispute territoriali in Asia, soprattutto tra Cina e Paesi vicini, potrebbero sfociare in conflitti se i governi “proseguono con le provocazioni”.

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