Senza giustizia si possono tutelare i diritti?Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Senza giustizia si possono tutelare i diritti?

La domanda è lecita: Ha senso occuparsi di diritti in assenza di giustizia sociale e di equità? Tanti individui liberi di fare quello che vogliono sono realmente liberi se la società impedisce loro di farlo escludendoli dai processi produttivi e decisionali? 

Quella proposta si tratta di una domanda impegnativa, ce ne rendiamo perfettamente conto, eppure è una domanda a nostro giudizio assolutamente centrale per coloro i quali vogliono cimentarsi nel progettare e pensare una società migliore e alternativa a quella odierna. Cominciamo con una premessa quantomai opportuna nei tempi degli equivoci cibernetici e delle strumentalizzazioni: siamo ovviamente assolutamente a favore del rispetto totale dei diritti umani degli individui e anche degli animali. Detto questo ci permettiamo di aprire anche un pò polemicamente un discorso su questo, ovvero quanto sia effettivamente utile mobilitarsi e discutere dei diritti individuali o di un singolo gruppo di persone, piuttosto che invece concentrarsi a mobilitarsi per modificare la società nel suo complesso. Detta così suona male quindi cercheremo di fare alcuni esempi: Ha senso indignarsi con la Moncler perchè spiuma le oche vive una ad una se esistono uomini che trattano allo stesso modo altri uomini? Come mai in diecimila commentano sdegnati la sofferenza delle oche (che noi esecriamo senza se e senza ma), mentre le notizie del caporalato in Sicilia con decine di rumene violentate dai campieri lasciano indifferenti? In molti risponderanno che gli uomini possono parlare, possono difendersi, mentre gli animali no, e questo è sicuramente vero, ma se non si cambia globalmente il modo di pensare e organizzare la vita e la natura, le cose non cambieranno mai. Si continuerà a mobilitarsi, oggi per le foche, domani per le oche, dopodomani per i randagi, perdendo di vista che a mancare è un filo rosso capace di collegare tutte queste giuste lotte sacrosante le une alle altre mettendo in discussione il sistema che le origina, ovvero il capitalismo. E’ il capitalismo infatti che determina lo sfruttamento di qualsiasi cosa per generare un profitto, e come stupirsi se ciò avviene con gli animali dal momento che avviene quotidianamente con gli esseri umani ? L’unica cosa che ha valore è il denaro, di conseguenza milioni di persone vendono se stesse letteralmente in cambio di denaro e quindi della sopravvivenza. Forse al posto che combattere diecimila battaglie singole, quella per i diritti di questo gruppo o di quello, per l’ambiente e per gli animali etc., bisognerebbe capire che il “serpente va ucciso dalla testa” nel senso che occorre cambiare prospettiva e paradigma per ottenere un reale cambiamento in ciascuno di questi ambiti. Se il valore primario non sarà quello del profitto ad esempio, ma quello della giustizia sociale, a nostro giudizio le cose verranno da sè e non ci sarà nemmeno più bisogno di impugnare le vecchie battaglie. Del resto una persona libera di sposarsi con chi vuole e di fare quello che vuole quando vuole, può essere davvero libera se è priva delle risorse necessarie a sopravvivere? Viceversa un essere umano che dispone delle risorse per sopravvivere e non subisce la precarietà dell’esistenza può lottare e organizzarsi per ottenere diritti e progresso. Lottare oggi per i diritti di un determinato gruppo, che sia di minoranza o no, significa rinunciare a lottare contro il sistema che determina lo sfruttamento di questi stessi gruppi.

GB

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top