Senza un cambiamento culturale non ci sarà mai una ripresaTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Senza un cambiamento culturale non ci sarà mai una ripresa

Una ripresa economica senza un cambiamento culturale è semplicemente impossibile. Se la maggioranza dei ragazzi senza lavoro sogna di avere un lavoro a cinquecento euro al mese e sarebbe disposto a ringraziare chi concede loro questa “luminosa” possibilità, piuttosto che indignarsi pretendendo un cambiamento, allora forse bisognerebbe valutare di arrendersi. 

Renzi con il suo Jobs Act è solo il volto italiano di un qualcosa che viene da lontano. Costoro sostengono che solo tagliando le tutele sul lavoro e l’assistenzialismo si potrà nuovamente attirare investimenti in Italia, e quindi lavoro. Ma di che lavoro stiamo parlando? Matteo Renzi è amico, e non lo nasconde, di personaggi come Oscar Farinetti e Sergio Marchionne, personaggi che hanno un’idea molto precisa di come dovrebbe funzionare il mondo del lavoro. Questi personaggi pensano che sia giusto, quando la situazione del mercato lo richiede, tagliare il tagliabile, ritenendo del tutto superfluo l’assistenzialismo statale. Un modo di pensare molto anglosassone del tutto alieno alla nostra cultura sociale e politica, una nuova ideologia del mercato totalizzante che viene diffusa senza freni utilizzando la “salvezza della salute pubblica” come ricatto. Ma allora noi vorremmo andare oltre con il ragionamento e immaginare la società del futuro, la società che Renzi e soci vorrebbero costruire. Applicando le loro manovre economiche e le loro idee di sviluppo infatti si genererà una generazione di lavoratori sottopagati e senza tutele di alcun tipo, e tutto questo creando consenso! Come è stato possibile tutto questo? Con una vittoria culturale da parte del capitalismo di mercato che ha reso ormai talmente atomizzati gli esseri umani da portarli ad avere un approccio con la società meramente individualistico. Il che si traduce nel fatto che un giovane del XXI secolo in Italia ringrazierà il premier e il governo per la possibilità eventuale di frequentare uno Stage sottopagato a 400 euro al mese piuttosto che indignarsi perchè venga anche solo proposta una cosa del genere. Ormai questo processo è già in atto, e infatti è pieno lì fuori di ragazzi e ragazze che sono pronti a tutto pur di guadagnare perchè il mito del capitalismo è quello, far credere che se vali allora riuscirai, indipendentemente dal contesto. E questa società fa credere volutamente a chiunque di essere “speciale” di essere “meglio di altri” e di doverlo quindi dimostrare. Avere un lavoro fisso è da sfigati in questo XXI secolo dove una certa intelligenjia preferisce spronare i giovani ad “accettare” lo status quo e a rimboccarsi le maniche piuttosto che a criticarlo e a lottare per modificarlo.

gB

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