Shulz chiude la porta in faccia a Tsipras e "auspica" un governo tecnicoTribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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Shulz chiude la porta in faccia a Tsipras e “auspica” un governo tecnico

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Shulz, ha detto senza mezzi termini alla stampa tedesca che non esiste alcuna base per negoziare con il governo ellenico di Alexis Tsipras. Secondo Shulz l’offerta fatta dall’eurozona ad Atene sarebbe molto generosa e ad Atene ci vorrebbe un governo tecnico per continuare i negoziati. 

In realtà, non c’è alcuna base per negoziare“, queste le parole di Shulz, presidente del Parlamento europeo, riportate dalla rivista tedesca Handelsblatt cui ha concesso un’intervista sui temi di stretta attualità. Mentre si trascorrono ore febbrili in attesa del referendum indetto dal presidente ellenico Alexis Tsipras per domenica 5 luglio nel quale il popolo greco sceglierà se accettare o meno il piano di aiuti offerto dall’Eurogruppo, con tutto quello che concerne, personaggi molto importanti delle istituzioni europee parlano senza cura di influenzare in questo modo l’esito dello stesso. Lo ha fatto la Merkel, e le ha fatto eco Shulz chiudendo la porta in faccia al governo ellenico e alle posizioni sul debito di Syriza, da respingere in toto secondo i politici tedeschi. Shulz ha infatti accusato Tsipras di manipolare i cittadini ellenici e di essere, sostanzialmente, un demagogo che vuol solo cercare di far ricadere sui creditori il fallimento dei negoziati. Non solo, a suo dire l’offerta fatta dall’Eurozona alla Grecia sarebbe stata molto generosa, al punto che “molti ministri delle Finanze credono che le concessioni siano andate troppo lontano”. Insomma una chiusura totale ancor più che Shulz ha definito un vero e proprio inganno anche solo il credere che si possa avere una nuova offerta migliore della precedente. L’unico modo per sbloccare la situazione, a detta del presidente dell’ europarlamento, sarebbe la vittoria del “sì” al referendum anche se si è lasciato scappare anche di auspicare la formazione di un governo tecnico in modo così da eliminare il “sassolino nella scarpa” di Tsipras. Mettendo insieme le varie affermazioni dei personaggi vicini alle istituzioni europee si nota quindi un atteggiamento di chiusura totale e di completa assenza di riconoscimento delle ragioni dell’avversario politico, in questo caso la Grecia. E il fatto che dietro queste schermaglie diplomatiche in Europa non si accorgano che in Grecia vivono milioni di persone che hanno già subito una vera e propria emergenza sociale non fa che allontanare le due parti, scavando un solco che potrebbe essere colmato solo dalla paura. E’ con la paura infatti che i media cercano di terrorizzare i cittadini ellenici facendo così loro credere che se voteranno “no” andranno incontro a una catastrofe. Quello che l’Eurogruppo si rifiuta di comprendere è che l’austerity per i greci negli ultimi cinque anni è stata già una catastrofe, e in troppi hanno deciso di farla finire a qualsiasi costo.

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