Sì definitivo del Senato: la Convenzione di Istanbul è leggeTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Sì definitivo del Senato: la Convenzione di Istanbul è legge

Sì definitivo del Senato: la Convenzione di Istanbul è legge

Approvato definitivamente il trattato che si propone di creare una cooperazione internazionale nell’affrontare un tema scottante come la violenza di genere. Ecco alcuni contenuti della Convenzione. 

Fonte: Oltremedianews

“Con il voto di oggi l’Italia vuole ripagare un debito, incolmabile, nei confronti delle tante donne uccise dai mariti, fidanzati, partner o ex partner violenti ed intende tutelare e proteggere le donne dalla violenza maschile” così il Ministro per le pari opportunità Josefa Idem ha salutato l’approvazione da parte del Senato della convenzione di Istanbul.

Diventa quindi legge la Convenzione in quanto il sì del Senato è arrivato dopo che già la Camera si era pronunciata in favore della ratifica. Prima del voto è stato osservato un minuto di silenzio per “tutte le donne, ragazze, bambine che hanno subito violenza fisica e psicologica”. Soddisfazione anche da parte della Presidente della Camera Laura Boldrini che alle agenzie ha dichiarato: “òa ratifica è un segnale importante, soprattutto perché per la prima volta i maltrattamenti contro le donne vengono inseriti nell’ambito della violazione dei diritti umani”.

81 articoli per la prevenzione e la lotta alla violenza. Questo il contenuto della convenzione appena approvata dall’Italia. Ben 81 punti per elencare le più importanti soluzioni che hanno tutte l’obiettivo di mantenere sempre “Una debita diligenza nel prevenire, indagare, punire i responsabili e risarcire le vittime di atti di violenza commessi da soggetti non statali”. Contro la violenza fisicapsicologicasessuale ed economica. Contro lo stupro, lo stalking, le mutilazioni e anche le minacce e i matrimoni forzati. Un grande traguardo è il riconoscimento della violenza assistita dai minori, i quali ne rimangono traumatizzati a vita. Non solo divieti ma anche punti che riguardano incentivi al lavoro e alla formazione delle donne come diritto.

Si tratta tuttavia solo del primo passo concreto perché la strada affinché un semplice trattato internazionale divenga vincolante per gli ordinamenti dei singoli Stati promotori è ancora lunga. Occorrono infatti leggi molto più precise sul femminicidio poiché nel nostro Paese si registra quasi una morte al giorno. Manca il coinvolgimento delle associazioni che della ferocia maschile si occupano da sempre; manca l’approvazione di altri Stati: infatti gli impegni diverranno vincolanti nel momento in cui la convenzione sarà siglata da almeno dieci Stati. Manca ancora la formazione e la mentalità giusta di parte della società civile nel denunciare e condannare in modo assoluto non solo l’uccisione di una donna in quanto tale ma anche tutte le violenze che una donna può subire nell’arco della sua esistenza.

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