Si prepara una nuova "Primavera di Praga"?Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Si prepara una nuova “Primavera di Praga”?

Secondo alcuni analisti uno dei prossimi paesi che potrebbero essere interessati da una specie di “Primavera”è la Repubblica Ceka del presidente Milos Zeman che, nei giorni scorsi, ha espresso la propria contrarietà netta e decisa all’indirizzo estremista e nazionalista preso da Kiev. 

Non posso congratularmi con una Paese che ha simili ‘eroi nazionali“, ha dichiarato il presidente della Repubblica Ceka Milos Zeman, rispondendo su Facebook a una lettera che gli era stata inviata da un gruppo di studiosi ucraini che gli proponevano di rivalutare la figura di Stepan Bandera. Proprio Bandera infatti è il mito dei nazionalisti ucraini che sono scesi diverse volte in piazza brandendo dei suoi ritratti ed evidentemente dimenticando i vergognosi eccidi commessi dal loro eroe nella Seconda Guerra Mondiale al fianco delle Ss naziste. Zeman rispose a questa lettera ponendo anche altre due domande: Conoscete la frase di Bandera: ‘Dovete uccidere ogni persona polacca in età tra i 6 e i 60 anni?” Se affermate di non saperlo, mi chiedo che studiosi siete. Se invece conoscete quella frase di Bandera, avrei una seconda domanda:Siete d’accordo oppure no? Se siete d’accordo con quella frase, allora la nostra discussione si chiude qua“. Parole molto chiare quelle di Zeman che rimane anche uno dei pochissimi presidenti europei, se non l’unico, ad aver preso decisamente le distanze dalla “rivoluzione” del Maidan a Kiev. Il suo post è comparso sui social network l’8 gennaio ed è stato ripreso subito dal quotidiano in lingua inglese “The Prague Post” anche se ovviamente i media occidentali hanno preferito ignorare la notizia. Del resto proprio Zeman circa una settimana fa aveva accusato l’attuale primo ministro ucraino Yatsenyuk di essere un guerrafondaio per nulla interessato a trovare una soluzione pacifica alla crisi del Donbass. Proprio Yatsenyuk nel corso di una visita in Germania aveva accusato la Russia di aver invaso Polonia e Germania, stravolgendo così la storia senza che nessuno in Europa prendesse le distanze. Zeman quindi non deve essere molto gradito per le sue posizioni considerate “filorusse”, e infatti già il 2 dicembre almeno 500 manifestanti collegati in qualche misura alle Ong sono scesi in piazza a Praga chiedendo le sue dimissioni e affermando di aver ottenuto 100.000 firme con una petizione online. Lo stresso Zeman ha poi ricordato chi fosse realmente Bandera e quale fosse la sua aspirazione, ovvero trasformare l’Ucraina in uno stato vassallo della Germania, un disegno il suo condiviso anche da Alfred Rosemberg, criminale di guerra poi condannato a morte a Norimberga. Proprio Zeman in questo senso ha proposto un paragone tra la riabilitazione di Bandera in atto i Ucraina e i tentativi in atto di riabilitare anche Roman Shukhevych, uno degli autori del pogrom di Leopoli del 1941. Non ci si sorprenderebbe dunque nel vedere nei prossimi mesi i media dare risalto e prime pagine anche a proteste contro Zeman a Praga, un modo forse per sanzionare l’atteggiamento considerato troppo “filorusso” del suo governo.

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