Si raccolgono le firme per introdurre il reato di tortura in Italia | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Si raccolgono le firme per introdurre il reato di tortura in Italia

La madre di Federico Aldrovrandi, ucciso a 18 anni dalla polizia, ha lanciato un appello per introdurre nell’ordinamento penale italiano il reato di tortura.

I poliziotti condannati per aver picchiato e ucciso mio figlio 18enne Federico Aldrovandi non andranno in carcere e sono ancora in servizio. C’è un solo modo per evitare ad altre madri quello che ho dovuto soffrire io: adottare in Italia una legge contro la tortura.”: Così Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldovrandi, si è sfogata su Avaaz.org. Il suo intento era quello di lanciare un appello da consegnarsi nelle mani del Ministero dell’Interno al raggiungimento di 100.000 firme per inserire in Italia una legge che superi l’impunità dello Stato e introduca nell’ordinamento penale il reato di tortura.  ”Federico era già ammanettato quando i poliziotti lo hanno picchiato così forte da spaccare due manganelli e da mettere fine alla sua giovane vita. Dopo anni di vero e proprio calvario, la Corte di Cassazione li ha condannati per eccesso colposo a tre anni e mezzo, ma i poliziotti dovranno scontare solo 6 mesi senza farsi neanche un giorno di carcere a causa dell’indulto e incredibilmente sono ancora in servizio. L’impunità succede spesso in casi come questo, perché il governo non ha ancora adottato un reato preciso e quelli esistenti cadono spesso in prescrizione.”Nonostante la Convenzione Onu ratificata dall’Italia nel 1989, il codice penale italiano non prevede il reato di tortura, di conseguenza molti agenti resisi responsabili di atrocità hanno potuto farla franca (vedi Diaz nel 2011 o le uccisioni di Stefano CucchiGiuseppe Uva e Aldo Bianzino).Nessuno potrà restituirmi mio figlio”, conclude Moretti, “e oggi non potrò festeggiare il suo 25° compleanno con lui. Ma insieme possiamo ripristinare la giustizia e aiutare a prevenire la sofferenza che ho dovuto provare io per la perdita di un figlio portato via dallo stato ad altre madri e ad altre famiglie“. Insomma, l’Italia è Terzo Mondo anche e soprattutto per i diritti umani dal momento che la Convenzione delle Nazioni Unite è qui completamente disattesa.

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top