Vendola e la "fine" di Sel. Si va verso lo scioglimento in una federazione democratica?Tribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Si va verso lo scioglimento di Sel in una federazione democratica? Vendola smentisce

Niki Vendola  secondo Repubblica potrebbe presentarsi al congresso di Sinistra e Libertà annunciando che Sel potrebbe sciogliersi ben presto in qualcosa d’altro, presumibilmente una federazione democratica. Un processo che porterebbe alla chiusura di qualsiasi velleità a sinistra, ma che il leader di Sel ha smentito. 

Chissà come la prenderanno i militanti di Sel dopo che Niki Vendola annuncerà secondo Repubblica, presumibilmente nel congresso di fine mese, che Sel potrebbe ben presto sciogliersi in qualcosa d’altro. Non che sarebbe un fulmine a ciel sereno dal momento che già nel congresso dell’ottobre 2010 proprio Vendola annunciava un partito di transizione. Dal 24 al 26 gennaio a Riccione dunque, si terrà il congresso di Sel, una svolta chiave per capire se sopravviverà o meno come partito. Secondo quanto scritto da diversi quotidiani, Repubblica in primis, Vendola però starebbe pensando di instaurare con il Pd un rapporto sul “modello Landini”, una fine che, permetteteci di dire la nostra, ci sembra davvero ingloriosa per un partito che aveva l’ambizione di rappresentare la sinistra italiana. Una fine che denoterebbe la totale mancanza di prospettive e idee di un partito nato dalla scissione da Rifondazione nel 2008 con la pretesa di innovare e togliersi da “vecchi” condizionamenti ideologici. I condizionamenti ideologici che il buon Niki evidentemente non ha, dal momento che sembra preferire una federazione con il Pd di Renzi piuttosto che mettersi in discussione con una nuova sfida politica. L’obiettivo del piano vendoliano sarebbe, in sostanza, una federazione democratica con il Pd, ancor più che Niki Vendola sembra essere stato schiacciato dalla vicenda Ilva, incapace di osare con una scelta coraggiosa che potrebbe però porlo al centro del processo di ricomposizione di una vera sinistra. La paura della “marginalità” è invece troppa, così Sel sembra essere sostanzialmente destinato alla fusione con il Pd, ancor più che con la nuova legge elettorale il bipartitismo potrebbe uscirne rafforzato. Ora ci sarà il banco di prova delle Europee, con la base di Sel che non disdegnerebbe forse di partecipare alle liste di uno come Tsipiras, il leader di Syriza in Grecia, ovviamente considerato troppo a sinistra da molti altri che invece preferirebbero schierarsi assieme al Pd intorno alla candidatura del Pse di Martin Schulz. Da qui la tentazione di andare da soli, ecco perchè Sel vuole presentare alla Camera una proposta di legge per abolire la soglia del 4% alle europee, ben consapevoli che altrimenti non riuscirebbero mai a superare la soglia. Difficile però che Sel ora prenda una strada diversa da quella della federazione col Pd, anche Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera, ha detto in modo inequivocabile di preferire una strada comune con il centrosinistra, arrivando persino a rivalutare Matteo Renzi, uno che di sinistra non ha nulla, nemmeno la storia. Insomma da partito che voleva innovare e rilanciare la sinistra, a partito pronto a diventare correntone in un partito che di sinistra non ha più niente. In tutto questo i comunisti ringraziano, e attendono seduti vicino al fiume. A dover di cronaca va comunque segnalata la smentita di Niki Vendola, affidata a un tweet e che riportiamo qua sotto: niki

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/ciocci/5624425334/”>ciocci</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top