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domenica , 23 luglio 2017
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Siete ladri di derby

Forse saremo degli inguaribili romanticoni, ma questo calcio, così com’è, ci piace sempre meno. E pensare che, messi da parte per un momento gli scandali e le polemiche, non si può certo dire che questo sport non sia più in grado di regalarci emozioni straordinarie: i milioni di fedeli seguaci della nostra Nazionale sono lì a dimostrarlo. Il calcio sa unire, almeno quanto divide, ma è pur sempre passione popolare verace. 


Questa mattina, la Juventus campione d’Italia ha reso noti i prezzi per gli abbonamenti della prossima stagione. In curva si parte da 350 euro per i rinnovi, mentre i nuovi sottoscrittori dovranno sborsare la bellezza di 400 euro: quando gliene torneranno dieci di resto, non potranno far a meno di giudicarlo un salasso.

Per carità, probabilmente molti tifosi bianconeri baratteranno volentieri il sacrificio con l’acquisto dell’ambito top player in grado di farli sognare anche in Europa. Ma in un periodo difficile come questo saranno in tanti a non poterselo permettere. Naturalmente, la società di corso Galileo Ferraris sa il fatto suo, e siamo sicuri che i 29 mila posti opzionati andranno presto esauriti. Per i meno fortunati, la proposta è l’abbonamento alla televisione – scegliere tra top (Sky) o sfigata(Mediaset) – a patto che l’inferiore capacità di spesa venga integrata dall’esposizione a qualche tornata di spot pubblicitari.
L’asfissiante racconto mediatico mainstream, nel frattempo, ci ha già soccorsi per rendere meno amara la medicina. Prezzi alti, ci dicono, ma meno ultras e più famiglie allo stadio. Certo, famiglie dal cognome altisonante, ma poco importa, perché a ognuno spetta il proprio ruolo. E pazienza se scompare progressivamente una delle virtù dell’amato pallone, quella di cancellare per qualche ora le differenze di classe, radunandoci nel tifo in una fantastica illusione egualitaria. Il mondo va cosi, c’è poco da fare, e probabilmente i grandi club italiani già preparano la svolta stile Juventus, fatta di stadio di proprietà con centro commerciale incorporato. Noi ci permettiamo di dissentire, senza per questo voler apparire aprioristicamente contrari al cambiamento.

Il punto è che un’altra notizia ha contribuito a turbare i nostri pensieri: quella della scomparsa del derby della Mole. Non la battaglia tra l’undici granata e bianconero, beninteso, che farà il suo ritorno dopo tre anni di assenza. Stiamo parlando di quella, molto sentita e spesso ben più combattuta, che metteva di fronte le due fazioni in una competizione a colpi di coreografie. L’hanno ucciso, quel derby, perché la curva Maratona potrà contare su duemila posti allo Juventus Stadium, mentre la Scirea verrà soffocata in uno spicchio da millecinquecento. Impossibile la competizione, molto difficile trasmettere ai propri beniamini il calore necessario per conquistare la supremazia cittadina. E tuttavia, dopo aver cancellato trasferte, tamburi e striscioni a colpi di tessera, la conclusione non poteva che essere questa. Il calcio di classe, a misura di famiglia, il calcio di pochi. Se non è un furto, poco ci manca.

L.M.

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