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martedì , 25 luglio 2017
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Sinistra da lavori in corso, ripartire dalla Costituzione

Nel quadro politico caotico italiano degli ultimi tempi è difficile indicare soluzioni o fare previsioni. Una cosa però è certa, la “Sinistra” italiana appare ancora una volta frammentata e impreparata anche se, questa volta, avrebbe di fronte a sè prospettive di crescita interessanti. Con l’Unione Europea che ormai rischia di svuotare di contenuti le politiche nazionali dei singoli Stati, ecco che riportare la Costituzione al centro del dibattito politico potrebbe ricompattare un blocco sociale del Paese intorno alla Sinistra. Non c’è però tempo da perdere.

Da quando Berlusconi sul finire del 2011 decise di farsi da parte sembrano essere passati anni, invece sono passati solo alcuni  mesi, relativamente pochi per la verità. Il quadro politico però ha subito una vera e propria rivoluzione, con l’emergere di nuovi personaggi nell’agone politico come Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle. In questi mesi, diciamocelo, di politica se n’è parlato veramente poco. Spread, crisi, default, elezioni, queste sono state le parole più gettonate dell’era Monti, e la politica è sembrata quasi svuotata di significato, come se fosse ormai irrilevante e distaccata dalla vita reale del Paese. E forse in effetti è proprio quello che è successo, con una politica che si è riconfermata completamente incapace anche solo di affrontare i reali problemi italiani, preferendo invece una rendita di posizione snervante, che alla lunga ha generato la sfiducia e l’odio da parte dei cittadini.  Dopo solo qualche mese di governo tecnico la politica italiana ne è uscita, è ormai sotto gli occhi di tutti, letteralmente con le reni spezzate; il Pdl, che fino a qualche mese fa era il primo partito italiano, oggi è scivolato a percentuali bassissime, sfaldandosi sotto il peso degli scandali e dei bunga bunga. La Lega Nord ha seguito la stessa sorte a causa dei vergognosi scandali legati ai finanziamenti ai partiti, utilizzati come un bancomat da Bossi e famiglia. E il Pd? Il Pd tiene anche se, a dispetto di quanto sostiene il suo segretario Bersani, ha davvero ben poco da rallegrarsi. Condannato a vivere continui e lancinanti conflitti interni, il Pd continua  a fare di tutto per cercare di danneggiarsi, danneggiando conseguentemente il Paese. Il Pd preferisce in modo autolesionista litigare con Di Pietro e chiudere la porta alla sinistra radicale, e invece sorridere e ammiccare al Terzo Polo, un cadavere politico, mostrando così di avere più in comune con ex democristiani, fascisti, e ultras cattolici (vedi la Binetti), piuttosto che con partiti che si richiamano a quello che, almeno teoricamente, dovrebbe rappresentare un retaggio storico e culturale comune. Personaggi come Veltroni evidentemente, preferiscono continuare con il gioco al massacro dell’autosufficienza del Pd, la stessa che a ben guardare nel 2008 condannò a morte la sinistra italiana. Ed è in una situazione contraddistinta da questa enorme debolezza dell’offerta politica che si sta realizzando quella che, a mio giudizio, dovrebbe rappresentare la preoccupazione più grande, ovvero l’assalto all’arma bianca della Carta Costituzionale. Difendere la Costituzione secondo alcuni mirabili esponenti della classe politica nostrana è diventato quasi un disvalore, quasi un simbolo di vecchio, di passato. Anche tra i giovani parlare di “Costituzione” viene sempre più visto come un mero esercizio di retorica, come un qualcosa appartenente al XX secolo, ormai scollegato dalla realtà di tutti i giorni. Niente di più falso. La Costituzione ha sancito per iscritto una serie di valori e diritti su cui deve essere basata la Repubblica Italiana, e fino a prova contraria questo benedetto pezzo di carta risulta essere ancora in vigore. Se viene letta in modo approfondito, inoltre, la nostra Costituzione arriva a costruire un’idea di società profonda e ramificata, del tutto adattabile peraltro anche a diverse epoche. Semmai la Costituzione viene attaccata per altri motivi, ben più subdoli, come ad esempio perchè rappresenta un freno a tutta una serie di pratiche che, qualora non esistesse la Costituzione, diventerebbero prassi.  Certo, non voglio nemmeno illudere nessuno, la Costituzione purtroppo, ignorata e calpestata, altro non è ormai che un simbolo, un simbolo che non fa comodo più a nessuno e che quindi prima o poi verrà accantonata. Per la Costituzione ad esempio è lo Stato a doversi fare carico della realizzazione nella società degli individui, e soprattutto è lo Stato che dovrebbe fornire i mezzi a ciascuno per vivere una vita dignitosa e per essere felici. In nome del rigore e dell’austerity però la Costituzione diventa un pezzo da museo, e si pensa persino di inserirvi il cosiddetto FISCAL COMPACT, e poco importa se la sua stessa esistenza è del tutto incostituzionale. In nome del progresso è diventata un lusso, una bandiera impolverata che tutti, chi per tornaconto, chi per paura, hanno abbandonato. Per questo forse sembra arrivato il momento giusto, per la Sinistra, di afferrare quella bandiera e farla finalmente di nuovo propria, sbandierandola senza paura di fronte alle soverchierie dell’Europa e di una classe politica ormai screditata. Una bandiera da agitare anche come antidoto nei confronti dei populismi alla Grillo, una Costituzione che, non dimentichiamolo, è stata scritta con il sangue proprio dalla Sinistra. Infine un’ultima precisazione: quando venne  messa in vigore il 1 gennaio del 1948, la Costituzione, fu progettata dai suoi ideatori non come una mera fotografia dei rapporti di forza attuali, come invece il centrodestra vuole far credere, bensì come un’elenco dei valori senza epoca nè data di scadenza che avrebbero dovuto in modo insindacabile ispirare l’operato della Repubblica Italiana negli anni a venire. Recentemente il Procuratore antimafia di Palermo Ingroia si è definito un “partigiano della Costituzione”; forse è proprio da lì che la Sinistra dovrebbe ripartire per guadagnare di nuovo credito presso gli italiani, ormai delusi dalla “vecchia” politica, e affascinati dalla “nuova” di Grillo, intrisa però come la vecchia di populismo.

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