Sinistra de-ideologizzata e destra nazionale nel contesto nazionale (ed internazionale) odiernoTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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Sinistra de-ideologizzata e destra nazionale nel contesto nazionale (ed internazionale) odierno

Pare proprio che il mondo ormai abbia preso una rotta politica che guarda ai valori della destra, mentre la sinistra (e non sappiamo se sia giusto usare questo termine, per esempio per designare partiti come il nostrano PD) è sempre più succube e cerca quindi di reinventarsi, perdendo oltremodo ogni caratteristica che la contraddistingue.

Qui in Italia osserviamo la trasformazione della “sinistra”, che preferisce guardare al centro dello schieramento politico, ai “moderati” autodefinitisi tali, facendo proprie misure politiche ed economiche che a rigor di logica calzerebbero perfettamente se attuate dalla “destra”. Tutto ciò a danno quindi di tutte quelle realtà che affondano le proprie radici in valori precisi, meglio in ideologie ben definite. I comunisti in primo luogo, denigrati da destra e abbandonati dagli schieramenti che avrebbero dovuto essere di sinistra.  E la nostra politica interna riflette inevitabilmente gli avvenimenti globali.

Viviamo in un periodo turbolento: siamo in guerra. In primis questa crisi è economica e poi stiamo assistendo via Siria una vera e propria sfida mondiale sotto l’aspetto (politico) militare. Vediamo che i campioni del capitalismo globale, rappresentati dalla bandiera a stelle e strisce preferiscono allearsi con gruppi islamisti e oscurantisti come Ahrar al-Sham, collegato ad al-Nusra: e loro si dicono democratici. Mentre la Russia, sempre tacciata dai media come autoritaria, non democratica, sta impiegando davvero uno sforzo bellico imparagonabile ad ogni altro pur di eliminare quel cancro conosciuto ormai come ISIS o DAESH. E ormai i nodi sono venuti al pettine e buona parte non dico dell’opinione pubblica ma delle persone normali stanno ragionando e capendo come si sia arrivati a questa guerra e chi siano i fautori: tra USA, Arabia Saudita e Qatar si ha più consapevolezza di ciò che sta realmente succedendo in Medio Oriente.

Forse meno per quanto riguarda l’Ucraina, la cui guerra civile ha visto una presa di posizione quantomeno strana delle realtà di sinistra italiane. Un qualcosa travestito da libertà li ha abbagliati, come è già successo altre volte nella storia. E quel qualcosa era una operazione reazionaria all’interno dello stato Ucraino, e internazionalmente è stata l’ennesima passerella imperialista a stelle e strisce, che appunto ha mascherato le idee più becere e fasciste sotto il mantello della libertà. Ma libertà da cosa e di fare cosa? Quali diritti garantisce questa libertà?

E quello che sta avvenendo laggiù in molti modi arriva qua da noi. Uno dei più disgustosi è la paura che alimenta la ed è alimentata dalla destra nazionalistica. In est Europa, vedi già quanto detto sopra, le destre estreme avanzano con il benestare della NATO e a causa della debolezza della struttura dell’Unione Europea, succube dell’alleato d’oltreoceano. E anche perché una certa sinistra ha rinnegato precisi valori: ha rinnegato una certa ideologia che la contraddistingueva nettamente dalla destra. E vediamo nascere altri muri, ma questi ispirati da razzismo, sentimenti individualistici e opportunismo. Ma come non si era detto mai più muri? Forse anche a causa della rassegnazione di quella certa sinistra, che ha indebolito altre realtà di sinistra, che però vedevano l’importanza di avere delle radici e non si vergognavano di  possedere una propria ideologia? Tutto a favore di pochi di quella certa sinistra e delle molte destre rinate in Europa.

In Francia, dopo gli attentati a Parigi, si assiste ad una rimonta dei sentimenti nazionali con il posizionamento a primo partito del Front National. In Italia Salvini e Meloni si rifanno agli schemi lepeniani e la sinistra del re sta a guardare, mentre quella parte di sinistra che dovrebbe ergere muri contro i nazionalismi invece è debole, perché ormai imborghesita. Diritti civili e difesa dell’ambiente hanno sostituito difesa del lavoro e politiche d’inclusione sociale. Un multiculturalismo ingenuo rafforza invece i nazionalismi. Si paga la sudditanza a concetti di sinistra liberal o laburista se non proprio democratica stile USA.

E queste dinamiche hanno contribuito a de-ideologizzare non una ma ben due generazioni (se non addirittura tre!). Il sogno americano ha abbagliato molti, che hanno abbandonato le lotte sociali per scegliere una bella casa, una bella macchina e così via. Le grandi lotte sociali, per il lavoro, hanno lasciato spazio a richieste frivole. Se si molla il colpo non si progredisce più. Il concetto di comunismo è stato annacquato da una serie di ciarlatani che individualmente magari avevano raggiunto un certo benessere e perciò con i loro partiti o movimenti si sono concentrati su altro, lasciando spazio alla parte più nera della società di rimbecillire giovani e non più tali, perché la pancia era vuota. E questi ciarlatani hanno recato un danno enorme ai comunisti, perché hanno contribuito ad alimentare il discorso denigratorio che giungeva dalla politica di destra. Non a caso abbiamo una personalità come quella di Renzi a capo di un partito snaturato nella sua natura di sinistra.

Figlio di una commistione tra leader esplicitamente di destra (Berlusconi) ma anche di leader di quella sinistra scialba e succube come Veltroni, Rutelli e così via. Una sinistra che ormai ha più il sapore di una DC del nuovo millennio. E la fisica non si discute: questi centri di gravità hanno attirato molti e hanno snaturato altri. L’ambiente è importante per la salute della persone verissimo, ma se si vive male ci si fa anche il callo a respirare male. E si è più vulnerabili perché la rabbia e la fame accecano. Ed è proprio qui che l’ingenuità di una parte della sinistra fa più danni. Rabbia e fame preferiscono trovare valvola di sfogo nell’odio, alimentato da degli avvoltoi che strumentalizzano il dolore reale delle persone, piuttosto che dedicarsi alla battaglia dell’ambiente o a salvare cuccioli di foca.

Non si dovrebbe giocare con il fuoco. Fuoco che viene alimentato anche dalla frivolezza e dall’ingenuità.

FL

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