Sinistra, Esodi e Libertà: SEL si spacca in dueTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Sinistra, Esodi e Libertà: SEL si spacca in due

Il voto sul decreto Irpef divide la sinistra parlamentare: Migliore, Fava e altri quattro parlamentari verso la scissione. Vendola: Errore politico, mandato a disposizione.

Fonte: Oltremedianews

L’esodo da SEL continua: dopo mesi di tensione sotterranea e apparentemente innocua il voto sul decreto Irpef del governo Renzi ha definitivamente fatto emergere tutte le divergenze interne sulla linea politica del partito. Lo scontro parlamentare fra le due anime di SEL, costituite dai favorevoli all’accordo con il Governo e dai sostenitori del proseguimento della attuale linea di apposizione, ha portato al probabilissimo esodo di alcuni parlamentari, fra i quali il capogruppo alla CameraGennaro Migliore: pur rimandando la decisione a una futura riunione fra i dissidenti, questi sostiene che “si è interrotto il reciproco rapporto di fiducia che è seguito alla discussione nel gruppo parlamentare sul decreto Irpef e al successivo voto parlamentare. [...] Ora lavoriamo perché le proposte del governo abbiano una componente di sinistra.” Gli fa eco un altro dissidente, Giovanni Fava, che rimarca come la scelta sia “inderogabile per la distanza che ormai separa Sel dal suo progetto originario. La scelta congressuale e le decisioni di questi mesi ci hanno portati ad abbandonare il terreno della nostra sfida politica naturale che era quello del socialismo europeo. Abbiamo preferito una collocazione in Europa e una pratica politica in Italia di forte arroccamento identitario”; ai sei parlamentari fuoriusciti si sono aggiunti altri deputati, fra i quali Alessandro Zan (cofondatore di SEL), i quali stanno valutando di fondare un gruppo riformista attraverso il quale guidare un futuro ingresso nel Partito Democratico.

All’interno del partito presieduto da Vendola (che ha messo a disposizione il suo mandato di segretario e ha parlato di “errore politico”) sono intervenuti a difesa della linea di opposizione diversi parlamentari: l’ex ministro Fabio Mussi, che sul sito di SEL ha pubblicato una lettera aperta ai dissidenti invitandoli a una riflessione sulla decisione, chiedendosi “che senso ha? Il risultato più probabile è che contino zero quelli che vanno. E quelli che restano.”, e il coordinatore nazionale Nicola Frantoianni che, oltre a fare eco alla lettera di Mussi e a dirsi dispiaciuto dal punto di vista umano, ribadisce come “questo sia il nostro campo e che oggi sia possibile coltivarlo se sapremo guardare con intelligenza all’esperienza della lista Tsipras e a quel milione e duecentomila voti che hanno premiato la nostra scelta congressuale non considerando quel risultato, e chi con noi lo ha costruito, come un recinto nel quale rinchiudersi ma come uno dei punti da cui muovere la nostra iniziativa per ricostruire le condizioni del cambiamento, per incalzare il governo e persino se ce ne saranno le condizioni per cambiare in parlamento i rapporti di forza”.

Francesco Stati

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