Sinistra Italiana apre i battenti ma con quale credibilità?Tribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Sinistra Italiana apre i battenti ma con quale credibilità?

Sinistra Italiana è nata, si tratta dell’ennesimo movimento politico volto a creare uno schieramento politico elettorale per sfidare sulla carta il Pd a guida renziana.  Uno schieramento che va da Vendola a Fassina passando per Corradino Mineo, Cofferati, Civati, D’Attorre e, udite udite, Giordano e Ferrero. Ecco perchè su queste basi c’è ben poco da nutrire speranze…

Chi vi scrive la “sinistra”, chiamiamola così, l’ha conosciuta bene. Nel corso di anni di militanza politica da comunisti abbiamo avuto modo di relazionarci con quasi tutte le anime della cosiddetta sinistra italiana, quindi a differenza di molti possiamo dire di parlare “cum grano salis”, ovvero sapendo esattamente ciò di cui parliamo per averlo vissuto sulla nostra pelle nel corso dell’attività politica quotidiana. Ricordo perfettamente come il semplice essere dei “comunisti” fosse per loro un problema molto grave, probabilmente ben più grave di altri, al punto che ci siamo abituati nel corso della nostra attività a venire tratta dall’alto in basso da personaggi che ci etichettavano in un certo modo solo perchè non ci sentivamo a disagio dietro al simbolo della falce e martello, o forse perchè più di altri non eravamo disposti a fare concessioni su determinati punti che ritenevamo non sindacabili nella nostra offerta politica, ovvero la contrarietà alla guerra, la difesa dei diritti dei lavoratori etc.

Per questo motivo, proprio perchè sappiamo delle persone di cui stiamo parlando, non riusciamo a differenza di altri a farci travolgere dall’entusiasmo. Non possiamo farlo perchè la fantomatica Sinistra Italiana inaugurata in questi giorni non è un movimento nato dal basso che da la possibilità a nuovi giovani di fare politica bensì sembra essere l’ennesimo cartello elettorale volto a mettere assieme personaggi in cerca di autore, vecchi mestieranti della politica che dopo oltre dieci anni di attività vogliono ancora cercare di reinserirsi nell’agone politico. Stiamo parlando in particolare di uomini come Paolo Ferrero, come Giordano o Niki Vendola, personaggi che hanno guidato la sinistra cosiddetta radicale portandola da essere una forza elettorale di rilievo a una forza residuale e inutile.

Così come sempre è partito l’ennesimo teatrino già visto in passato con le foto di un teatro pieno dove si presenta il progetto, tanti nuovi propositi su come dare spazio ai diritti e al lavoro, su come dichiarare guerra all’austerity, ma cosa c’è oltre le parole? Cosa si propone oltre i soliti slogan volti a chiamare a raccolta lo smarrito popolo della sinistra? Ma non vogliamo sembrare come dei settari che sperano che gli esperimenti politici a sinistra vadano male, siamo semplicemente persone che sapendo di chi parlano ci vanno con i piedi di piombo e per questo invitano gli italiani a pensarci bene prima di farsi convincere a seguire l’ennesimo progetto nato dall’alto. Insomma manca il quadro generale, cosa vuole fare la Sinistra Italiana? Vuole semplicemente fare da stampella elettorale al Pd? Vuole ambire a creare un centrosinistra alternativo? Oppure vuole fare una opposizione radicale dal basso? Nessuno dei membri scioglie apertamente i nodi, e il problema è che il fatto che ci siano ancora loro: Giordano, Ferrero e Vendola, non depone certamente a loro favore. Anzi, ricordiamo benissimo le parole da loro pronunciate in differenti circostanti contro la sinistra “ideologizzata” e contro i comunisti, diventati dei paria non appena da Mosca hanno “chiuso i rubinetti”, vero Niki?  Noi, che siamo indubbiamente un pò romantici e un pò nostalgici, continueremo ad aspettare che “la bandiera rossa si faccia straccio e che il più povero la sventoli”.

Il Tribuno

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