Sinistra. L'ennesimo bivio è dietro l'angolo, ma non si può più sbagliare | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Sinistra. L’ennesimo bivio è dietro l’angolo, ma non si può più sbagliare

Si voterà nel 2013 a quanto sembra ma ancora non si riesce a capire che piega prenderanno le prossime coalizioni di governo. Il Pd sembra sempre più orientato ad ammiccare al Terzo Polo, e se dovesse stringere un’alleanza con Casini e Fini ecco che per la sinistra si chiuderebbe ogni prospettiva di coalizione. 

Che fare? lo scrisse Lenin a inizio XX secolo, ma è una domanda attuale ancora oggi nel 2012. Il quadro politico italiano infatti è stato del tutto scompaginato dai fatti dell’ultimo anno: Berlusconi ai margini con il Pdl allo sfascio che ora cerca di riorganizzare i suoi per riprovarci, la Lega Nord distrutta dalla tempesta giudiziaria, Grillo che probabilmente ha a disposizione il primo partito italiano, e un Terzo Polo molto ridimensionato alla verifica elettorale. In tutto questo rimane un Pd sempre pronto a non perdonare niente ai suoi “cugini” di sinistra, e perdonare tutto a Casini e soci. In questo contesto frammentato diventa difficile fare previsioni di qualsivoglia tipo così come diventa difficile immaginare quali saranno gli schieramenti alle prossime elezioni politiche. Letta del Pd però ha fatto capire chiaramente che all’interno del Pd esistono forze che vogliono chiudere la porta a qualsiasi alleanza con la “sinistra”, preferendo il rassicurante e caldo abbraccio con l’Udc di Casini e della Binetti e di, udite udite, il “kameraden” Gianfranco Fini.  Dal conto suo Di Pietro e la sua Italia dei Valori hanno tatticamente attaccato il governo Monti per non rischiare di perdere troppi voti per il qualunquismo grillino, un gioco che ha dato il pretesto ai lettiani e ai veltroniani per decidere di abbandonare l’Idv. Politichese? Forse. Probabile che a dispetto di tante parole alla fine una quadra anche con l’Idv si troverà, ma la questione è dirimente in quanto senza Idv in coalizione allora non ci sarà nemmeno Sinistra e Libertà, su questo Vendola è stato chiaro. E senza Idv e Sel non ci sarà nemmeno la Fds di Diliberto e Ferrero, che alla fine un 3% li vale a dispetto dei sondaggi, sempre più uno strumento in mano ai “poteri forti”.  E per vincere contro le destre ci sarà bisogno di tutti. Forse che al Pd si siano spaventati dal successo di De Magistris, Orlando e Zedda nelle comunali? Evidentemente si. I dirigenti del Pd non vogliono farsi sorpassare da sinistra, o forse in fin dei conti senza troppe dietrologie si trovano molto più a proprio agio con le forze centriste. Del resto non lo scopriamo proprio ora che esiste un blocco di potere in questo Paese capace di opporsi con tutto il suo peso specifico all’ingresso nelle sale del potere delle forze realmente progressiste e popolari. E quindi la Sinistra italiana è chiamata ancora una volta a compiere un ruolo titanico per la salvezza del paese. Solo la Sinistra, quella con la “S” maiuscola può riuscire nell’impresa di avvicinare nuovamente i cittadini alla politica, solo la Sinistra può riuscire a opporsi al disegno neoliberista che sta massacrando intere generazioni di giovani in nome del darwinismo sociale e del rigore fanatico. Solo la Sinistra può riprendere la battaglia culturale purtroppo momentaneamente perduta negli anni Novanta e può rilanciare temi e ideali ormai sconfitti ma che tanto bene potrebbero fare al Paese. Una sfida cui sono chiamati gli unici e ultimi partiti che coerentemente sono rimasti a difesa delle classi popolari e della Costituzione. Tanti errori sono stati fatti, molti gravissimi, forse irrimediabili. Tuttavia vale la pena provarci per tornare a far vedere agli italiani come non sia la “forma partito” a essere fallita, ma l’idea stessa di progettualità comune in un Paese dilaniato dal malaffare e dalle forze che brigano contro un effettivo progresso delle masse. Il partito è uno strumento che è giusto mettere a disposizione della società civile perchè mai come oggi c’è bisogno di Sinistra, quella con la S maiuscola, quelladi coloro che hanno ancora voglia di lottare per ideali e non per il profumo della busta paga o per il caldo abbraccio dei soldi e del potere.

 

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