"Sinistra" non significa indifferenza per i problemi degli italianiTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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“Sinistra” non significa indifferenza per i problemi degli italiani

Ultimamente è di moda dire “prima gli italiani”, uno slogan caro all’estrema destra e che negli ultimi tempi sta riscuotendo successo anche a causa di una cosiddetta “sinistra” che non sembra rendersi conto del contesto e della situazione.  Se da un lato è assolutamente sbagliato accusare gli immigrati di causare problemi agli italiani, ed è falso sostenere che lo Stato si occupi degli immigrati piuttosto che degli italiani, è altrettanto miope non vedere che la maggioranza dei cittadini pensano di non venire rappresentati dalla classe politica italiana. 

Siamo assolutamente convinti, e in questo non ci sono motivi ideologici ma una ferma convinzione personale, che i problemi economici e sociali che ci troviamo ad affrontare in questo periodo storico non dipendano in alcun modo dalle migrazioni di massa e dagli immigrati. I migranti sono semmai la conseguenza di scelte politiche ed economiche sbagliate che sono state prese circa un ventennio fa, non ricordate forse le proteste contro la globalizzazione sul finire del XX secolo? Tutto questo è però molto difficile da spiegare a cittadini che sono chiamati continuamente a fare sacrifici economici da parte di una classe politica che viene sempre più travolta da una crisi di delegittimazione senza precedenti. In un clima del genere dove le istituzioni vengono percepite come lontane e oppressive e dove ogni legame sociale tende a venire travolto, ecco che emergono gli individualismi e si cerca di scaricare la frustrazione contro gli ultimi anelli della catena sociale, in questo caso gli immigrati ma anche i giovani, i precari le donne. Su questo una certa “sinistra” dovrebbe fare mea culpa, non tanto perchè sia sbagliato prendere le distanze sempre e comunque da semplificazioni, xenofobia e populismo, quanto perchè con queste categoria bisogna fare i conti in quanto volente o nolente sono diventati tratti salienti della nostra società. La sinistra, che peraltro in Italia è al momento assente, dovrebbe in quanto tale riuscire a farsi portatrice delle istanze di rinnovamento della società e per farlo deve indicare delle soluzioni alternative percorribili non potendosi più limitare a dare delle indicazioni di comportamento o di pensiero dal momento che ha perso la credibilità necessaria.Bisognerebbe nella sostanza togliere ossigeno alla propaganda di destra radicale che mira fare quadrato tra gli “italiani” accusando il governo di essere anti-italiano in primis prendendo atto che se tale bieca propaganda ha successo vuol dire che la sinistra sta fallendo qualcosa nel proporre se stessa. In sostanza la sinistra dovrebbe prendere atto che il modello di società proposto negli ultimi vent’anni, una sinistra dei “diritti” non meglio specificati, del “moralismo” e della rinuncia al rinnovamento radicale , ha fallito clamorosamente consegnando masse di persone prima bacino di voti del PCI alla propaganda di destra e qualunquista. Senza una cornice ideologica rinnovata, senza un tentativo di recuperare gli aspetti positivi del passato come ad esempio una visione marxista dell’economia e della società insomma, la sinistra diventa altro da sè producendo propellente per le forze anti-sistema di destra figlie di quel protagonismo individuale e prettamente borghese che abbiamo conosciuto nei paesi anglosassoni.

Gracchus Babeuf

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